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Christian Dior

Dioressence

Dioressence è il profumo che Dior ha lanciato nel 1969 con lo slogan «le parfum barbare», composto da Guy Robert per accompagnare una collezione di pellicce. In origine chypre ambrato e animale, è stato rimaneggiato più volte, fino all’attuale Eau de Toilette, un orientale di geranio, cannella e patchouli che Francis Kurkdjian restaura il 1° ottobre 2026.

Anno di lancio
1969
Profumiere
Genere
Donna
Famiglia olfattiva
Orientale
Famiglie secondarie
Speziata Chypre
Concentrazione
Eau de Toilette
EAN
3348900010796 (100 ml)

Pubblicato

Dioressence

Dove acquistarlo

Dioressence è uno dei grandi classici di Dior, lanciato nel 1969 e composto da Guy Robert, il profumiere di Calèche per Hermès. Il suo nome salda quello della casa alla parola essence. Oggi è venduto in Eau de Toilette, nella collezione Les Créations de Monsieur Dior.

La commissione di un profumo animale

Luca Turin ha raccontato la nascita del profumo in un resoconto ripreso da Chandler Burr in «The Emperor of Scent». Dior avrebbe chiesto a Guy Robert un profumo femminile decisamente animale, che si sarebbe chiamato Dioressence e avrebbe avuto come slogan «le parfum barbare».

Il profumo doveva accompagnare una collezione di pellicce della casa. La commissione si distaccava dalle composizioni floreali e luminose che avevano fatto la reputazione dei profumi Dior: si trattava di introdurvi l’animalità senza rinunciare all’eleganza della casa.

L’ambra grigia e il sapone

Secondo questo resoconto, Guy Robert procedeva per tentativi senza trovare nulla che lo soddisfacesse. Aveva le mani impregnate di ambra grigia quando le lavò, nella sede di Dior, con un sapone profumato con un’imitazione di Miss Dior. Da questo incontro fortuito sarebbe nata l’idea del profumo.

Il primo Dioressence è così descritto come uno chypre ambrato e animale, parente di Miss Dior per il suo fondo chypre, ma che metteva l’animalità in primo piano là dove il suo predecessore la teneva a distanza.

Rimaneggiamenti successivi

Il profumo è stato rimaneggiato alla fine degli anni Settanta, in una versione associata al nome di Max Gavarry. Una critica che ha confrontato l’originale, questa versione e quella attuale dice di sentirvi tre profumi distinti: uno chypre ambrato e animale, un orientale speziato e pieno, uno chypre verde e pallido.

Anche il discorso della casa è cambiato. Dior ha abbandonato il registro barbaro degli esordi per quello di un Oriente voluttuoso e misterioso, che resta quello della sua presentazione attuale. Il profumo ha cambiato ancora flacone e formula alla fine degli anni Duemila.

L’Eau de Toilette di oggi

Dior presenta la versione attuale come un orientale molto femminile, dalla sensualità misteriosa, e ne riconduce la descrizione a tre essenze: geranio d’Egitto, cannella di Ceylon e patchouli d’Indonesia. La sua presentazione non dice nulla dei rimaneggiamenti, né del carattere animale del profumo del 1969.

Che cosa cambia il 1° ottobre 2026

Dioressence è tra i tredici profumi che Francis Kurkdjian ripristina con il nome di Dioriginals. Apre il secondo dei due periodi considerati, quello che Kurkdjian chiama Dior in Paris e che delimita tra il 1979 e il 2003.

La casa indica ora Max Gavarry come profumiere di questo Dioressence. Riconosce così che la fragranza che vende e restaura è proprio la versione della fine degli anni Settanta, e non il profumo animale del 1969.

Kurkdjian dice di averne ripristinato lo spirito, il carattere e la profondità orientale, e vi vede un equilibrio tra eredità e novità accordato alle attese di oggi.

Il flacone Ovale accoglierà i tredici: vetro trasparente, tappo a semisfera, etichetta testurizzata che riprende l’ovale originale e ghiera di metallo finemente rigata, incisa con il monogramma CD. Serge Heftler-Louiche l’aveva disegnato nel 1948.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

La critica considera il Dioressence del 1969 un grande profumo animale e giudica severamente le sue riformulazioni. L’attuale Eau de Toilette è descritta come più rosata, più saponosa e più misurata: gradevole, riconoscibile, ma lontana dal «parfum barbare» che il suo nome prometteva.

Leggi cosa dice la critica

Sul blog

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