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Poison è il primo profumo femminile che Dior lancia senza riportare il nome del fondatore sull’astuccio. Édouard Fléchier vi sovradosa la tuberosa su un fondo di miele e opoponax, in un flacone a forma di mela color ametista disegnato da Véronique Monod. Lanciato nel 1985, impone una femminilità diretta che il decennio adotta e che la critica discute ancora quarant’anni dopo.

Anno di lancio
1985
Genere
Donna
Famiglia olfattiva
Orientale
Concentrazione
Eau de Toilette
EAN
3348900011632 (50 ml) · 3348900011687 (100 ml)

Pubblicato

Poison

Dove acquistarlo

1985. Dior mette in vendita un profumo il cui nome basta a far parlare, e rompe con la consuetudine secondo cui una fragranza della casa doveva portare quello del suo fondatore.

Un nome depositato prima della formula

Dior si assicura il nome Poison nel 1983, prima di avere la fragranza. La casa cerca una parola che fermi il passante, sul modello di Opium di Yves Saint Laurent, il cui successo doveva tanto allo scandalo quanto all’odore.

Susan Biehn, allora responsabile della pubblicità di Dior, difende un nome audace per un prodotto audace, scelto per far fermare un istante l’acquirente davanti al banco.

Édouard Fléchier

La fragranza scelta è quella di Édouard Fléchier, profumiere formatosi a Grasse, che firma qui il suo primo grande successo internazionale. Persolaise associa Jean Guichard alla composizione; la casa, invece, accredita soltanto Édouard Fléchier.

Una mela diventata collezione

Il successo trasforma Poison in una linea. Tendre Poison apre la serie nel 1994, Hypnotic Poison arriva quattro anni dopo, Pure Poison nel 2004. Midnight Poison esce nel 2007 e Poison Girl nel 2016. Ognuno riprende la mela in un altro colore.

La casa ha completato la famiglia con un estratto di profumo firmato François Demachy, che riprende l’accordo originale accentuando il coriandolo, la vaniglia, l’assoluta di tuberosa e l’assoluta di rosa di maggio.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

Tre critici firmati considerano Poison un classico e un eccesso rivendicato: Elena Vosnaki ne elogia la fattura, Neil Chapman la tossicità gioiosa, Persolaise l’astrazione. Chapman giudica indebolita la versione oggi in vendita.

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La pubblicità

Isabelle Adjani, volto del 1985

Dior affida Poison a Isabelle Adjani fin dal lancio del 1985, e l’attrice resta il volto della campagna per diversi anni.

Dior sceglie Isabelle Adjani per incarnare Poison fin dal 1985, e l’attrice resta il volto della campagna per diversi anni. La sua immagine angelica disinnesca ciò che il nome del profumo lascia presagire, e la campagna gioca su questo scarto.

La campagna poggia anzitutto sulla parola. Susan Biehn, allora responsabile della pubblicità di Dior, difende un nome audace per un prodotto audace, pensato per far esitare un secondo. Il modello dichiarato è Opium.

Il nome ha mantenuto le promesse. Neil Chapman annovera Poison tra tre profumi degli anni Ottanta banditi da ristoranti e negozi per la loro potenza, accanto a Obsession e Giorgio.