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Diorama è il secondo profumo della casa Dior. Edmond Roudnitska lo compone nel 1949, un chypre fruttato costruito sulla base Prunol che prediligeva. La casa lo ripropone nel 2010 all’interno de Les Créations de Monsieur Dior, in una versione che attribuisce a François Demachy: ylang-ylang e bergamotto in apertura, gelsomino e frutta al centro, patchouli e legno di cedro sul fondo.

Anno di lancio
1949
Genere
Donna
Famiglia olfattiva
Floreale
Famiglie secondarie
Fruttata Speziata
Concentrazione
Eau de Toilette
Diorama

Dove acquistarlo

Diorama entra in catalogo nel 1949, secondo profumo della casa dopo Miss Dior. Lo compone Edmond Roudnitska, e Dior lo vuole all’altezza dell’alta moda parigina, con l’eleganza e la raffinatezza care al couturier.

Un profumo diverso da ogni altro

La casa riferisce un desiderio di Christian Dior: un profumo che non somigli a nessun altro. Descrive un accordo di fiori e spezie da cui deriva, secondo la casa, tutta l’originalità della fragranza.

Il nome deriva da un abito della collezione di alta moda. Roudnitska firma qui la sua prima creazione per Dior, all’inizio di una collaborazione che darà vita a Eau Fraîche, Diorissimo, Eau Sauvage e Diorella.

La riedizione del 2010

Dior riunisce i suoi classici sotto il nome Les Créations de Monsieur Dior. Elena Vosnaki rileva l’ironia del titolo: il couturier è morto nel 1957, prima che molti di questi profumi venissero concepiti.

La casa attribuisce ormai la fragranza a François Demachy, il suo profumiere-creatore, che riprende il tema originale in un profumo di alta moda arricchito di materie prime di prima qualità. Vosnaki legge in questo cambio di firma l’ammissione di una formula modificata.

Con la riedizione cambia la distribuzione. Fino ad allora riservato all’avenue Montaigne, nel 2010 Diorama arriva in alcuni punti vendita selezionati: Saks negli Stati Uniti, Harrods e Fortnum & Mason a Londra.

Che cosa cambia il 1° ottobre 2026

Diorama apre l’elenco dei tredici profumi che Francis Kurkdjian restaura con il nome di Dioriginals, dopo quattro anni di lavoro, per ritrovare la formula originale là dove le normative e le materie prime l’avevano erosa.

Kurkdjian afferma di aver concentrato il suo impegno sulla qualità del gelsomino, che voleva valorizzare, restituendo lo splendore e l’odore originali a una composizione che considera magistrale.

I tredici ricevono il flacone Ovale: vetro trasparente, tappo a semisfera, cordoncino bianco annodato al collo. Lo aveva disegnato nel 1948 Serge Heftler-Louiche, cofondatore e primo direttore dei Parfums Christian Dior.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

Nel 2010 Elena Vosnaki giudica la riedizione gradevole ma inferiore alle versioni storiche, per l’assenza del muschio di quercia.

Leggi cosa dice la critica

Sul blog

  • Les Dioriginals: tredici classici di Dior restaurati nel flacone Ovale

    Il 1° ottobre 2026 Dior riunisce tredici dei suoi profumi storici sotto un nome comune, Les Dioriginals. Restaurati da Francis Kurkdjian, lasciano i loro flaconi originali per l’Ovale disegnato nel 1948. Che cosa cambia, che cosa rimane, e le tredici schede da rileggere.

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