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Guerlain

L'Heure Bleue 2026

L’Heure Bleue 2026 è l’Eau de Parfum che Delphine Jelk compone per Guerlain, uscita il 28 agosto 2026 con il nome del classico del 1912, ribattezzato L’Heure Bleue 1912. Un accordo ozonico, la pera e il neroli aprono su un doppio iris, una tintura creata dalla casa e il burro, con il gelsomino, e su un fondo di vaniglia, Ambroxan e muschio. Guerlain la classifica come floreale ambrata.

Anno di lancio
2026
Profumiere
Genere
Donna
Famiglia olfattiva
Floreale
Famiglia secondaria
Orientale
Concentrazione
Eau de Parfum
EAN
3346470624528 (30 ml) · 3346470624504 (50 ml) · 3346470624535 (100 ml) · 3346470624498 (ricarica 200 ml)

Pubblicato

L'Heure Bleue 2026

Dove acquistarlo

Il 28 agosto 2026 Guerlain mette in vendita un’Eau de Parfum interamente nuova, firmata da Delphine Jelk, direttrice creativa dei profumi della casa, con il nome di L’Heure Bleue. La composizione di Jacques Guerlain che lo portava dal 1912 si chiama ora L’Heure Bleue 1912.

Un nome ripreso, una formula nuova

I due profumi coesistono in catalogo. Guerlain presenta il nuovo come una reinterpretazione contemporanea che conserva lo spirito dell’originale, l’iris e la vaniglia, e introduce una materia prima inedita. Non è né una riformulazione né una variante: la formula del 1912 resta in vendita con il suo millesimo.

Delphine Jelk dichiara di aver voluto cogliere l’ora blu con la stessa tenerezza di Jacques Guerlain nel 1912, per un profumo al tempo stesso potente, dolce e intimo. Aggiunge di aver cercato di esprimere una femminilità fatta di tenerezza e di forza, di autenticità e di poesia.

La tintura di iris

L’argomento del lancio è una tintura di iris sviluppata per L’Heure Bleue 2026. Guerlain spiega di averla ottenuta per macerazione nell’alcol di rizomi selezionati in Italia, al termine di tre anni di ricerca condotti con le squadre della sua manifattura di Orphin.

La casa descrive una materia prima che coglie il fiore nella sua interezza e dà dell’iris un’espressione più vegetale, più fresca e più legnosa. La associa al burro di iris, forma concentrata ricavata dagli stessi rizomi, e ricorda che l’iris è soprannominato «l’oro blu» della profumeria.

Il ricordo del Pont-Neuf

Il racconto della casa riparte dal 1912: una luce scorta da Jacques Guerlain dal Pont-Neuf, nell’istante in cui il cielo vira al blu profondo tra il giorno e la notte. Il profumo del 2026 vuole rendere l’odore del cielo in quel momento di passaggio.

Un lancio con una linea completa

Il profumo è in vendita nei formati da 30, 50 e 100 ml, con una ricarica da 200 ml e un sapone profumato. Guerlain lo accompagna con tre astucci di rossetto Rouge G in edizione limitata, rivestiti di blu, e lo propone nel Flacon aux Abeilles sul proprio sito.

Samantha Holender, redattrice beauty di Marie Claire, vi vede il lancio femminile più importante di Guerlain da quasi dieci anni. È anche una delle rare grandi uscite della casa firmate dalla sola Delphine Jelk, rileva Fun, critico di La Parfumerie Podcast.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

Accoglienza molto divisa: Samantha Holender, di Marie Claire, elogia un iris arioso e inventivo, Elena Prokofeva vi sente un’alba piuttosto che un crepuscolo e giudica l’Ambroxan troppo marcato, e Fun, di La Parfumerie Podcast, condanna sia la fragranza sia la ripresa del nome.

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Abby Champion sul Pont-Neuf

Un film di Camille Summers-Valli prodotto da Iconoclast: Abby Champion sul Pont-Neuf all’ora blu, sulle note di una nuova versione di un brano di Murray Head.

La campagna di lancio circola alla fine di agosto 2026 in televisione, online e sulla stampa. Il film è diretto da Camille Summers-Valli e prodotto da Iconoclast; ne è interprete la modella statunitense Abby Champion.

Girato sul Pont-Neuf, dove nel 1912 Jacques Guerlain avrebbe trovato l’ispirazione per L’Heure Bleue, conduce la giovane donna in un universo immaginario, al confine del sogno. Le riprese dal vero vi si alternano alle illustrazioni colorate di Laura Aquaviva.

La colonna sonora riprende Say It Ain’t So, Joe, canzone di Murray Head, in una nuova interpretazione. Sul proprio sito la casa prolunga il film con un video in cui l’iris e la pittura raccontano quel momento di passaggio tra il giorno e la notte.