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L'Heure Bleue 2026
Guerlain

Recensioni

L'Heure Bleue 2026

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L’Heure Bleue 2026 è l’Eau de Parfum che Delphine Jelk compone per Guerlain, uscita il 28 agosto 2026 con il nome del classico del 1912, ribattezzato L’Heure Bleue 1912. Un accordo ozonico, la pera e il neroli aprono su un doppio iris, una tintura creata dalla casa e il burro, con il gelsomino, e su un fondo di vaniglia, Ambroxan e muschio. Guerlain la classifica come floreale ambrata.

Accoglienza molto divisa: Samantha Holender, di Marie Claire, elogia un iris arioso e inventivo, Elena Prokofeva vi sente un’alba piuttosto che un crepuscolo e giudica l’Ambroxan troppo marcato, e Fun, di La Parfumerie Podcast, condanna sia la fragranza sia la ripresa del nome.

Cosa dice la critica

Un iris arioso per Marie Claire

Samantha Holender scopre il profumo nel giugno 2026 durante una presentazione a New York. Il 31 agosto, su Marie Claire, descrive un profumo di contrasti, arioso e ricco, floreale e acquatico, e giudica il suo iris leggero incredibilmente innovativo, mentre la vaniglia e l’Ambroxan gli danno un finale confortante.

Un’alba piuttosto che un crepuscolo

Su Fragrantica, il 2 settembre 2026, Elena Prokofeva sente dapprima una nota ozonica vivace, di pietra bagnata e sabbia umida, e un neroli più presente dell’iris. Apprezza soprattutto la vaniglia, che trova ariosa, secca e leggermente salata, lontana dallo stile abituale di Guerlain.

Giudica invece che Delphine Jelk abbia esagerato con la dose di Ambroxan, e trova il profumo troppo potente per sé. Per lei non è un crepuscolo ma un’alba: lo avrebbe chiamato L’Aurore, e lo riserva agli amanti degli accordi minerali piuttosto che ai fedeli dell’originale.

Che indegnità!

Il 5 settembre 2026 Fun, autore e conduttore di La Parfumerie Podcast, colloca il profumo tra i suoi insuccessi. Apprezza un’apertura di violetta ambrata, strizzata d’occhio a Insolence, prima di un passaggio verso un accordo marino e atmosferico che giudica di una bruttezza di prim’ordine.

Vi sente più Rem, il profumo marino di Réminiscence, che L’Heure Bleue, e trova profondamente inelegante la ripresa parola per parola del nome di un classico del 1912. Il suo verdetto si riassume in un’esclamazione: che indegnità!