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Guerlain

Angélique Noire

Guerlain lancia Angélique Noire nel 2005 per inaugurare la sua collezione L’Art et la Matière. Daniela Andrier vi mette a confronto l’amarezza verde dell’angelica con la vaniglia della casa, insieme a bacche rosa, pera e legno di cedro. Sylvaine Delacourte voleva dare alla vaniglia un contrario. Victoria, di Bois de Jasmin, vi sente una vaniglia cremosa; Cécile Clouet parla di un gioioso ossimoro.

Anno di lancio
2005
Profumiere
Genere
Unisex
Famiglia olfattiva
Orientale
Famiglia secondaria
Verde
Concentrazione
Eau de Parfum

Pubblicato

Angélique Noire

Dove acquistarlo

Guerlain lancia Angélique Noire nel 2005 insieme a Cuir Beluga e Rose Barbare, tre profumi che aprono la collezione L’Art et la Matière in occasione della riapertura del suo negozio al 68 di avenue des Champs-Élysées. Daniela Andrier, profumiera di Givaudan, firma la formula.

Una commissione di Sylvaine Delacourte

Sylvaine Delacourte, che all’epoca dirige lo sviluppo dei profumi di Guerlain, coordina la collezione: ogni naso deve esprimere liberamente la propria passione per una materia prima rara. Per la vaniglia della casa cerca un compagno insolito, un contrario, e sceglie una nota di angelica di Daniela Andrier.

L’angelica la riporta all’infanzia, racconta: gli steli verdi e canditi che decoravano i dolci della domenica. All’uscita, il profumo è venduto soltanto nel negozio degli Champs-Élysées, al prezzo di 140 euro per 75 ml.

Il rilancio del 2021

Nel 2021 Guerlain rilancia la collezione L’Art et la Matière con un nuovo flacone ricaricabile; Angélique Noire vi rimane, accanto a Spiritueuse Double Vanille. Oggi la casa paragona il profumo al Lago dei cigni di Čajkovskij, il cigno bianco e il cigno nero, l’amaro e il dolce che si attraggono.

Thierry Wasser, maestro profumiere di Guerlain, vi vede un profumo in chiaroscuro, in cui il fiore amaro, di fronte a un elisir di vaniglia, guadagna in seduzione.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

Victoria vi sente una vaniglia cremosa e setosa, Robin la trova troppo candita, Elena Vosnaki troppo graziosa; Cécile Clouet parla di un gioioso ossimoro.

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