Terre d'Hermès Eau de Toilette
Dopo Rocabar, Hermès lascia passare otto anni prima di affidare un maschile a Jean-Claude Ellena, il suo profumiere esclusivo. Uscito nel marzo 2006, Terre d’Hermès poggia su tre materie prime che la casa stessa rivendica: pompelmo, legno di cedro, selce. Il suo autore cercava un odore di legno verticale, l’immagine di un uomo in piedi sulla terra. Premiata già nel 2007, la fragranza è stata in seguito riformulata, e questa riformulazione alimenta ancora un disaccordo su cui la casa non si è mai pronunciata.
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Otto anni senza un maschile, e una commissione a un solo naso
Dal 1998 Rocabar resta l’ultimo maschile di Hermès. Le fonti riportano il suo coautore con due grafie, Romey o Romay, accanto a Bernard Bourgeois e a Jean-Claude Ellena. La casa lascia passare otto anni prima di tornare su questo terreno.
Ellena occupa allora una posizione rara nella profumeria francese: profumiere esclusivo di una casa, entrato da Hermès nel 2004. Nato a Grasse nel 1947 da un padre del mestiere, firma First per Van Cleef & Arpels nel 1976, ed Eau de Campagne per Sisley.
Egli stesso si descrive come un acquerellista, e il paragone chiarisce il suo modo di lavorare quanto un inventario di materie prime. Un acquerello si giudica da ciò che lascia vedere della carta, non dalla quantità di pigmento steso, e le sue formule obbediscono allo stesso principio.
La commissione del 2006 riguarda un maschile capace di rappresentare la casa al di là di un singolo reparto. Terre d’Hermès esce a marzo. Il nome impegna un programma ancor prima della formula: il rapporto di un uomo con la materia da cui proviene.
Il successo commerciale è immediato, e la critica lo registra già l’anno seguente. Nel 2007 la Fragrance Foundation gli assegna il premio come profumo maschile dell’anno, categoria lusso. Vent’anni dopo, il riferimento è ancora in catalogo.
Due racconti delle origini, e nessuno a conciliarli
Interpellato dalla stampa, Ellena racconta di una brughiera irlandese, terra di sua moglie, e di un paletto piantato nel terreno. Il paletto segna una presenza umana. Da questa immagine gli viene l’idea di un uomo in piedi, e la ricerca di un odore di legno verticale.
Circola un’altra origine, sostenuta dalle enciclopedie: lo scrittore Jean Giono, del quale Ellena avrebbe ripreso l’attaccamento alla ricchezza della natura. I due racconti non si contraddicono, ma nessuna fonte li mette in relazione, e il profumiere non li ha accostati pubblicamente.
Il lessico della casa adotta una terza formulazione, più astratta: un’eau che lega l’uomo alle sue origini e alle fonti della sua potenza creatrice. Terre d’Hermès vi racconta un dialogo con gli elementi, tra il suolo e il cielo.
La casa colloca la sua eau tra il suolo e il cielo. Una formula concorrente, molto diffusa nel commercio online, la dice piuttosto tra terra e mare: nulla nella comunicazione di Hermès la sostiene, e l’elemento marino non ha posto nella formula.
Queste tre versioni coesistono nella documentazione accessibile. Chiariscono meno la formula che il modo in cui una casa costruisce il racconto di un lancio, lasciando al suo profumiere la parte concreta e tenendo per sé quella simbolica.
Un flacone ripreso da un nécessaire da viaggio
Il flacone si deve al designer Philippe Mouquet. Il suo disegno non nasce da una pagina bianca: si ispira a un flacone da nécessaire da viaggio conservato al museo Émile Hermès, la collezione privata che la famiglia custodisce sopra il negozio del faubourg Saint-Honoré.
La casa descrive l’oggetto attraverso due facce. Dal lato del suolo, il vetro poggia su una H arancione, di cui lascia l’impronta. Dal lato del cielo, la luce si posa su spalle metalliche. Tra le due, la trasparenza del liquido costituisce tutta la materia.
Il richiamo alla pelletteria non è quindi decorativo. Hermès ha cominciato con i finimenti e la selleria prima della borsa, e il nécessaire da viaggio appartiene a questa stirpe di oggetti utili. Il flacone cita un antenato più che una tendenza.
Che cosa ne ha fatto la casa dopo il suo autore
Ellena lascia il ruolo di profumiere di Hermès nel 2016. Christine Nagel ne prende il posto, e da quella data la casa indica che lei rivolge lo sguardo a Terre per esplorarne le possibilità. Le varianti successive portano la sua firma, non quella di Ellena.
Le fonti non concordano sulla data esatta della sua partenza. Una voce enciclopedica indica il 2016 nel testo e il 2019 nel riquadro, senza che nulla permetta di stabilire quale sia corretta. La casa, dal canto suo, data al 2016 il subentro della sua succeditrice.
La linea si è ampliata senza toccare l’Eau de Toilette del 2006. Una versione Parfum arriva nel 2009, una Eau Très Fraîche nel 2014, una Eau Intense Vétiver nel 2018, una Eau Givrée nel 2022, una Eau de Parfum Intense nel 2025.
Questa proliferazione pone una difficoltà di lettura che gli inventari risolvono male. Un solo nome copre formule distinte, e una fonte che scrive Terre d’Hermès senza precisare la concentrazione può indicarne una qualsiasi.
La casa classifica l’Eau de Toilette in una categoria che chiama speziata e secca, e la presenta come minerale e legnosa. Questo lessico non coincide esattamente con quello della critica, che ha preferito parlare di un legnoso agrumato.
Piramide olfattiva
- Note di testaI primi minuti
- Note di cuoreIl cuore del profumo
- Note di fondoCiò che resta
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La pubblicità
Uscito nel 2006, «Terre d’Hermès» è una fragranza tra terra e mare. Questo attraversamento degli elementi offre emozioni inedite, rivoluzionarie. Al tempo stesso semplice e complessa, «Terre d’Hermes» sconvolge. All’insegna dell’eleganza, il flacone essenziale accompagna la composizione di una bellezza abbagliante. Poiché l’uomo Hermès è un uomo di carattere, il suo profumo è al tempo stesso legnoso e di classe. Naturalmente, l’uomo Hermès vive in comunione con la natura. Elegante e sobria, la campagna pubblicitaria accompagna a meraviglia questa fragranza fuori dal comune.
Un attore di fama come volto della campagna del profumo Terre d'Hermès
Per rappresentare la sua fragranza, la casa Hermès ha scelto un noto attore francese, Clément Sibony. Nato nel 1976 in Francia, Clément Sibony è noto per aver recitato in numerosi film, film per la televisione e spettacoli teatrali. Ha recitato accanto a grandi attrici come Isabelle Carré o Clotilde Courrau. Dall’inizio della sua carriera, l’attore francese è apparso in più di 60 film. Clément Sibony compare anche in alcuni videoclip, come «Les figures imposées» di Julien Doré o «Into the blue» di Kylie Minogue. Hermès non è solita scegliere testimonial, ma da tre campagne si affida a Clément Sibony.
Hermès e il suo amore per i grandi spazi nella pubblicità di Terre d'Hermès
Sinonimo di evasione e di libertà, i grandi spazi sono importanti per il marchio Hermès. Nell’ultima campagna pubblicitaria del 2016, sono ancora una volta i grandi spazi a essere protagonisti. La scena è girata nel cuore di Antelope Canyon. Vero gioiello dell’Arizona, Antelope Canyon è un canyon stretto scavato dall’acqua. Con le sue pareti di un arancione intenso, il canyon cattura la luce naturale in modo eccezionale. Lo spot di Hermès lascia trasparire la bellezza di questo luogo atipico. Immerge l’uomo nel cuore di questa terra ocra aranciata, che rivela la luce in comunione con tutti gli elementi. Questa ode alla profondità della vita interiore è accentuata dalla bellezza della natura. La pubblicità è inoltre ritmata dal galoppo del cavallo, che richiama le origini della casa Hermès. Il film è stato girato da Laurence Dunmore e la musica che lo accompagna non è in commercio: è stata creata dalla casa Hermès appositamente per lo spot.
Uno spot all’altezza della composizione. Poiché rivoluziona i grandi spazi e si associa alla natura, «Terre d’Hermès» è una fragranza tra cielo e terra. L’uomo Hermès entra qui in simbiosi con la natura, come nello spot girato in Arizona. Una pubblicità fuori dal comune, in cui la casa Hermès si affida ancora una volta all’attore francese Clément Sibony.
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