Déclaration Eau de Toilette

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Raffinatezza, ricerca di un savoir-faire unico e riferimenti storici vanno di pari passo con modernità e originalità, tanto nei modelli di orologi quanto nelle composizioni profumate. Rivolgendosi a Jean-Claude Ellena per creare una fragranza maschile, Cartier sapeva già che avrebbe scritto la sua più bella… Déclaration!
Il profumiere Jean-Claude Ellena e la sua magnifica Déclaration per Cartier
Se da giovane profumiere Jean-Claude Ellena non era riuscito ad affrancarsi dai diktat e dalle tendenze olfattive della profumeria classica, sono proprio L’Eau Parfumée au Thé Vert di Bulgari e poi Déclaration a fargli abbracciare la sua inclinazione per le acque limpide e le composizioni impressioniste senza tempo, piuttosto lontane dai criteri dell’epoca. Del resto il profumiere non esita ad ammettere la parentela diretta tra questi due profumi, l’uno, come indica il nome, un tè verde, l’altro, Déclaration, quello che egli chiama un «tè affumicato».
Questo «tè affumicato», che in seguito si sarebbe chiamato Déclaration, non aveva però nulla che gli promettesse un futuro brillante in profumeria. Jean-Claude Ellena propone la sua composizione senza grande convinzione alla direttrice creativa dei profumi Cartier, Véronique Gautier. Supplica la direttrice di non effettuare test di marketing, tanto dubita che questo profumo legnoso molto speziato possa piacere. E in effetti non piace; poco importa, Véronique Gautier se ne è innamorata e deciderà di lanciarlo con il nome di Déclaration.
Jean-Claude Ellena racconta, a proposito della storia di Déclaration di Cartier, su Ma Récréation.com, che Véronique condusse comunque il test e gli disse che lo avevano testato e che lui aveva perso; lui ne fu molto deluso, ma lei aggiunse che era comunque il suo profumo quello che avevano scelto. Ellena riferisce di essere stato pazzo di gioia e di aver scavalcato la sua scrivania per abbracciarla; era il 1998.
Una Déclaration fresca e speziata dalla raffinatezza floreale firmata Cartier
La storia di Déclaration è dunque quella di una liberazione, quella di Jean-Claude Ellena e dei suoi primi passi in quello che diventerà il suo stile a pieno titolo, ma anche quella di un colpo di fulmine e di una straordinaria intuizione da parte della casa Cartier.
Va precisato comunque che i profumi dell’epoca erano costruiti molto più attorno alla nuova freschezza e alle onde acquatiche che attorno a note legnose o speziate. Déclaration è dunque su questo punto molto innovativo e propone in ciascuno dei suoi accordi qualcosa di inedito e di nuovo.
Così le note di testa agrumate e aromatiche si fanno freschezza immersa in un fiore di neroli delicato e dolce, ma anche piuttosto inatteso. Quanto al cuore di Déclaration, batte tanto sotto gli effetti brucianti del pepe e delle spezie quanto sotto l’impulso cipriato e delicato dell’iris e del gelsomino. Da questa miscela potente e così contrastata nasce una straordinaria profondità legnosa, data dalle note di vetiver, legno di cedro, ambra e cuoio, che disegna una scia molto virile ma delicata grazie al suo cuore floreale.
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