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Serge Lutens

Sa Majesté La Rose

Sa Majesté la Rose: un profumo e una rosa dai molteplici volti di donna... Dopo aver offerto una rosa con Rose de Nuit, morbida come una buccia di pesca, nel 1993, Lutens rimette in primo piano il prezioso fiore acclamato dai più grandi con Sa Majesté la Rose nel 2000.

Anno di lancio
2000
Genere
Donna
Famiglia olfattiva
Floreale
Famiglia secondaria
Verde
Concentrazione
Eau de Parfum

Pubblicato

Sa Majesté La Rose

Dove acquistarlo

Questa volta la bella dama dei giardini mostra l’ampiezza dei suoi molteplici volti per stregare meglio con i suoi poteri divini. Restano da scoprire i segreti di Sa Majesté la Rose.

La rosa è una donna, Sa Majesté la Rose ne espone le numerose sfaccettature...

Sa Majesté la Rose è un’ode al fiore così noto e profumato dei giardini. Amata, persino adorata, la rosa è rispettata da millenni, eppure porta con sé qualche connotazione di grandi dame d’altri tempi, di profumi visti così spesso da non avere più il sapore della novità. Come ha potuto allora Lutens, il mago del profumo inedito e innovativo, lasciarsi conquistare da un fiore così «da signora»? Per di più due volte di seguito, prima con Rose de Nuit e ora con Sa Majesté la Rose.

Per Lutens la rosa è una materia prima d’eccezione perché, pur essendo stata lavorata molte volte in profumeria, rari sono i profumi che ne hanno valorizzato tutte le sfaccettature, varie e molteplici. Proprio come la donna, la bella rosa ha molti volti. Serge Lutens, a proposito di Sa Majesté la Rose, racconta che ci vollero tre donne perché, sotto la penna di Proust, Madame de Guermantes prendesse corpo e gesti, e che, come lui, in fondo a un territorio perduto dell’infanzia, per ritrovare la sua rosa ha conquistato i petali di una turca, di una bulgara e di una marocchina, per un viaggio regale che con loro si conclude.
Così Sa Majesté la Rose va ben oltre la rosa tipica della casa Dior e non esita nemmeno, sotto il naso esperto di Sheldrake, a mostrare qualche divina spina...

La rosa di Serge Lutens, star proteiforme di Sa Majesté la Rose

Un’ode alla rosa implica una fragranza di colore rosa pallido, timido, romantico? No, sarebbe un insulto al genio immaginativo di Lutens, che vede in questa rosa dal carattere mutevole la dolce allegoria della donna. Così la fragranza di Sa Majesté la Rose assume eleganti colori di carne, in sostanza di pelle di donna...

Ma chi è dunque questa Majesté la Rose? È un fiore mielato e fruttato, delicatamente affumicato o divinamente speziato? Per Lutens è la somma di tutti questi volti. Così l’assoluta di rosa del Marocco affianca il legno di guaiaco, che la trasporta in dolci misteri legnosi, biondi e verdi. Poi la rosa si fa speziata, colorandosi del pungente chiodo di garofano. Infine il miele e i muschi bianchi ne esaltano con delizia la dolcezza floreale e zuccherina, come una golosità. La rosa frizzante e capricciosa finisce per spegnersi tra le braccia del cocktail dolce e sensuale del maestro a base di muschio, che egli considera la vera «punteggiatura» di un profumo.

Ogni donna è unica, e ogni rosa lo è altrettanto. Pensare che Lutens si abbandoni a qualche effusione classica della profumeria significherebbe dimenticare che è prima di tutto il maestro della materia prima rivisitata. Questa rosa si offre agli uomini come alle donne senza passare inosservata: Sa majesté la Rose non potrebbe conoscere l’indifferenza...

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

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