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Guerlain

La Petite Robe Noire Eau de Parfum

Lanciata in tutto il mondo nel 2012, La Petite Robe Noire non è nata quell’anno. Delphine Jelk l’aveva composta nel 2009 per le sole boutique Guerlain, quando ancora non lavorava per la casa. Thierry Wasser ne ha rimaneggiato la formula prima della diffusione su larga scala. Attorno a un accordo di ciliegia nera, mandorla e liquirizia posato su una rosa, l’Eau de Parfum ha portato il gourmand da Guerlain e ha diviso la critica fin dall’uscita.

Anno di lancio
2012
Profumiere
Genere
Unisex
Famiglia olfattiva
Orientale
Famiglie secondarie
Gourmand Floreale
Concentrazione
Eau de Parfum
EAN
3346470114692 (30 ml) · 3346470114708 (50 ml) · 3346470131156 (75 ml) · 3346470114814 (100 ml)
La Petite Robe Noire Eau de Parfum

Dove acquistarlo

Un piccolo abito nato in boutique

Nel 2009 Guerlain mette in vendita nelle sole boutique un’Eau de Parfum in edizione limitata. Il nome è già quello che tutti conosceranno. Il flacone è quello di Mitsouko, rivestito di una sfumatura nera e della silhouette di un abito.

Delphine Jelk ne firma la formula quando è una giovane profumiera del tutto sconosciuta. Non lavora per Guerlain: è da Drom, a New York, quando sottopone la sua idea a Sylvaine Delacourte, che dirige la creazione dei profumi della casa.

L’idea viene da un film. Jelk racconta di aver visto la Marie-Antoinette di Sofia Coppola mangiare pasticcini in Converse e di averne tratto un accordo di macaron lampone-amarena e rosa, ravvivato da sfaccettature di tè affumicato e liquirizia.

Il progetto richiede due anni. Ann Caroline Prazan, al marketing, scrive la storia di questo abito che parla in prima persona. All’uscita Auparfum descrive un accordo mandorla-liquirizia gourmand, piuttosto guerlainiano nonostante un nome che la rivista giudica alla Chanel.

La serie va esaurita in poche settimane. Un’esclusiva di boutique aveva appena dimostrato che un gourmand fruttato poteva funzionare presso una casa per cui non era il terreno abituale.

Il modèle n°2, un seguito che nessuno cita

Nel febbraio 2011 Guerlain dà un seguito. Si chiama La Petite Robe Noire modèle n°2 e porta questa volta la firma di Thierry Wasser, profumiere della casa dal 2008, con Sylvaine Delacourte alla direzione della creazione.

La direzione cambia. Auparfum descrive una composizione costruita su iris e fiore d’arancio e la giudica pallida. Non ritrova l’accoglienza della sorella maggiore, e la rivista si chiede allora se si trattasse di un nuovo test prima di qualcosa di più grande.

Questo secondo abito conta, anche se oggi pochi lo ricordano. Spiega perché l’Eau de Parfum venduta ovunque discende dall’esclusiva del 2009 e non da lui: la casa è tornata sui suoi passi verso il primo accordo.

Il rimaneggiamento del 2012 e la questione della firma

Nel marzo 2012 La Petite Robe Noire lascia la cerchia delle boutique e passa alla diffusione mondiale. Il nome non cambia, l’accordo somiglia molto a quello del 2009, ma la formula è stata rimaneggiata da Thierry Wasser.

Guerlain presenta questo rimaneggiamento come un modo per ricollocare la fragranza nello stile della casa. Jeanne Doré, su Auparfum, ne propone un’altra lettura il 24 marzo 2012, e questa lettura non è mai stata ritirata.

Secondo lei, occorreva soprattutto che la fragranza smettesse di essere firmata da qualcuno che non fosse il profumiere ufficiale. Sarebbe bastato un ritocco leggero, scivolando nel frattempo verso un’estetica fruttata e patchouli più convenzionale.

Lei vi legge una perdita: un po’ del fascino singolare dell’originale, forse troppo ricercato per il grande pubblico. Il suo giudizio esce nel mese stesso del lancio, il che gli dà il peso di una testimonianza contemporanea più che di un ricordo.

Una cosa resta senza risposta. Guerlain scrive che Delphine Jelk è entrata nella casa nel 2014. Ha dunque composto, dall’esterno, il profumo che sarebbe diventato il più grande successo di vendita moderno del suo futuro datore di lavoro.

L’abito, il flacone e la colonna sonora

Il flacone del 2012 abbandona quello di Mitsouko per il cuore rovesciato, disegnato nel 1912 per L’Heure Bleue. La sua sfumatura va dal nero al rosa cipria, in eco con le note che la casa mette in evidenza nella sua comunicazione.

L’abito che lo decora non è anonimo. Guerlain lo attribuisce agli artisti Olivier Kuntzel e Florence Deygas, da un disegno originale di Florence Deygas. Gli stessi firmano il film pubblicitario diffuso al lancio.

La campagna fa a meno di un volto. La silhouette disegnata attraversa Parigi da sola, sulle note di These Boots Are Made For Walking di Nancy Sinatra. Auparfum, severo sulla fragranza, riconosce che lo spot è straordinariamente ben fatto.

Il dispositivo va oltre il manifesto: televisione, personalizzazione di siti, presenza in negozio. Nel 2012 la rivista osserva che questo arsenale potrebbe bastare a rendere la versione su larga scala un successo paragonabile a quello dell’esclusiva.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

La Petite Robe Noire ha fatto qualcosa di raro: volumi considerevoli e un’accoglienza fredda tra gli appassionati. Elogi e critiche riguardano spesso la stessa cosa, un carattere gourmand che Guerlain non aveva mai rivendicato fino a questo punto.

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Cosa dice la community

PersistenzaTutto il giorno
Fugace2 votiTutto il giorno
SciaModerata
Intima2 votiInvadente

Stagione

Estate50 %
1 voto
Inverno50 %
1 voto

Occasione

Giorno50 %
1 voto
Lavoro50 %
1 voto

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La pubblicità

La Petite Robe Noire è un profumo nato nel 2009 ma inizialmente destinato a una commercializzazione ristretta, esclusivamente nella boutique Guerlain degli Champs-Élysées. L’entusiasmo del pubblico nei suoi confronti fu però immediato, tanto che Guerlain decise, alcuni anni più tardi, di estenderne la notorietà al mondo intero, dopo una leggera rivisitazione della fragranza da parte del profumiere Thierry Wasser. In questo contesto, Guerlain ideò una pubblicità per accompagnare il suo profumo. Da allora la campagna di La Petite Robe Noire continua a reinventarsi e a dare vita a ogni sorta di scenari fiabeschi e parigini.

La Petite Robe Noire, una silhouette disegnata da un duo di artisti

A differenza della maggior parte dei profumi, La Petite Robe Noire non è rappresentata da alcun volto celebre a livello mondiale. Con lei non si tratta affatto di modelle, attrici o cantanti di successo planetario. La Petite Robe Noire rappresenta sé stessa, attraverso una piccola silhouette semplicemente disegnata a inchiostro di china. Dal lancio del profumo, Guerlain collabora con il duo Kentzel & Deygas, veri eclettici nell’universo della grafica. Per l’occasione, i due hanno inventato, secondo le loro parole, una sorta di ritratto cinese, in poche pennellate, della donna o delle donne che incarnerebbero questa Petite Robe Noire. Da allora La Petite Robe Noire si mette in scena in diversi film d’animazione, che raccontano tutti la passeggiata parigina di questa figurina frizzante e birichina.

Il film d’animazione di La Petite Robe Noire di Guerlain

Qui tutto comincia con un’immagine di La Petite Robe Noire davanti alla boutique Guerlain, ai piedi di un immenso albero di Natale, splendidamente decorato e abbellito da numerosi pacchi regalo. L’atmosfera è senza dubbio di festa e la stagione è invernale. Parigi ha indossato il suo manto bianco e i fiocchi di neve cadono sulla capitale. La Tour Eiffel, dal canto suo, appare più scintillante che mai. Il Sacré-Cœur domina la città come una fortezza di cristallo. La sommità dell’Arc de Triomphe fa da pista di pattinaggio a La Petite Robe Noire, che concatena figure davanti a una giuria inflessibile, disegnando di passaggio la G di Guerlain sul ghiaccio. La pubblicità si conclude infine con l’immagine di questo profumo iconico.

Ritorno sulla fragranza di La Petite Robe Noire di Guerlain

Va ricordato che La Petite Robe Noire si presenta in un flacone iconico della casa Guerlain, concepito all’inizio del secolo scorso. Riconoscibile per il tappo a forma di cuore rovesciato e le spalle a virgola, racchiude un delizioso profumo floreale e gourmand, articolato attorno a un macaron alla rosa associato a un tocco di ciliegia. Il tè nero, dal canto suo, gli conferisce una forza più raffinata e quasi anisata. Mandorla e patchouli ne rafforzano ulteriormente la presenza, mentre Thierry Wasser vi integra anche la celebre Gerlinade del marchio, composta da bergamotto, fava tonka, vaniglia e iris.