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Hypnotic Poison

Hypnotic Poison prosegue nel 1998 la linea di Poison, nato tredici anni prima, spostando il velenoso verso il gourmand. Annick Menardo lo ha costruito sulla mandorla amara, la cui amarezza pungente tiene testa alla vaniglia e al sandalo del fondo. L’apertura è fruttata, noce di cocco, prugna e albicocca, prima di un cuore di gelsomino sambac, tuberosa e rosa ravvivato dal carvi. Il flacone riprende la mela rossa della casa, frutto proibito divenuto firma.

Dessert olfattivo sostenuto da un muschio metallico per Bois de Jasmin, mandorla medicinale e soffocante per Perfume Shrine: il profumo divide ancora.

Cosa dice la critica

Bois de Jasmin, 2005

Victoria Frolova vi vede un dessert olfattivo: spezie avvolte in una crema di gelsomino, attraversata da una nota metallica. Là dove Poison scioccava, questo si prende il suo tempo e gioca la carta della seduzione lenta.

Descrive una nuvola di zucchero a velo posata su una base di muschio e vaniglia, e un muschio quasi austero, pulito e metallico, il cui contrasto con l’amarezza della mandorla trattiene il gourmand.

Perfume Shrine, settembre 2018

Elena Vosnaki racconta l’opposto. La mandorla amara l’ha dapprima spaventata, troppo forte e dal lato sbagliato del medicinale; ha trovato l’insieme pesantemente vanigliato, con qualcosa di soffocante, di cui ha finito per indicare il colpevole: la vaniglia unita alla noce di cocco.

Persolaise, 15 gennaio 2023

Dariush Alavi riprende il profumo per i suoi venticinque anni e lo ricolloca nella sua linea, tredici anni dopo Poison e quattro anni dopo Tendre Poison, terzo flacone scanalato del catalogo.

Pone la domanda scomoda: senza accesso ai codici di lotto di Dior, diventa difficile stabilire quale flacone contenga la composizione di Menardo e quale i ritocchi di François Demachy.