
Lanciato da Lancôme nel 1995 e firmato da Jacques Cavallier, Poême vuole «dire tutto senza una parola». La casa lo descrive come un profumo d’ombra e di luce: il papavero blu dell’Himalaya, brinato, vi risponde al fiore di datura, opulento e carnale, tra fiori bianchi e gialli, fiore d’arancio, mimosa, gelsomino. Un fondo di vaniglia lo arrotonda. Juliette Binoche ne è il volto dal 1995 al 2000.
Un prisma di vetro trasparente che contrappone curve femminili e linee nette, e lascia vedere una fragranza tinta da quattro coloranti.
Lancôme descrive il flacone di Poême come un gioco di contrasti: una silhouette purissima dalle curve femminili, linee nette e perfettamente disegnate, che ne fanno un prisma di luce. La trasparenza del vetro prolunga la luminosità che la casa attribuisce al profumo.
Il vetro lascia vedere una fragranza tinta da quattro coloranti dichiarati in etichetta, arancione, rosso, giallo e viola. L’astuccio è di un giallo croco che, per Elena Vosnaki, esprime il profumo meglio del blu del suo papavero.
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