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Nina Fleur

Nina è un’icona della profumeria. Presentata come una fata dei tempi moderni innamorata del romanticismo, percorre le strade di Parigi con la sua freschezza disarmante e non smette di inebriare con il suo fascino ammaliante. Simbolo di carattere gourmand e di poesia, Nina unisce in sé lo chic parigino a quel non so che di spensieratezza. Nel 2022 si scrive un nuovo capitolo di questo sogno meraviglioso nel lungo racconto di Nina Ricci. Nina diventa una donna più responsabile e presenta la sua nuova variante clean e vegana: Nina Fleur.

Nel 2006 la casa Nina Ricci dava vita a Nina, un profumo onirico e femminile divenuto leggendario. Nel 2022 la sua eroina torna alla ribalta e si presenta questa volta in un nuovo flacone a forma di mela, arricchito da un grazioso tocco floreale. Nina Fleur di Nina Ricci è presentato come un nuovo simbolo di romanticismo e di poesia. Traboccante di eleganza, gioia e fiori, si vuole di volta in volta fruttato, floreale o più sensuale. Ecco l’analisi della sua formula.

La piramide olfattiva di Nina Fleur di Nina Ricci

Nina Fleur di Nina Ricci è presentato come un profumo floreale e fruttato. In un primo momento offre tutto il sapore di un frutto appena colto. Per questo punta sull’estratto di limone d’Italia, firma inseparabile di Nina. Questa materia prima apporta un tocco di vivacità a questo profumo floreale, rendendolo vivace e arioso. Il limone è qui abbinato alla croccantezza verde e succosa della mela granny smith. Poi questa apertura brillante cede il posto a un cuore più romantico e floreale. In puro spirito mediterraneo, Nina Fleur di Nina Ricci unisce il fiore d’arancio e il neroli. Ne risulta un profumo femminile radioso di spontaneità. Il legno di cedro, dal canto suo, aumenta la persistenza di questa fragranza e le conferisce anche un fondo più contrastato. Infine, un ultimo tocco di muschio le dona, in filigrana, una tonalità più sensuale.

Ingredienti responsabili, rigorosamente selezionati

Per creare Nina Fleur, il marchio Nina Ricci non ha lasciato nulla al caso. Con un approccio più responsabile, ha avuto cura di selezionare solo ingredienti rispettosi del pianeta e delle risorse. Nina Fleur di Nina Ricci contiene in particolare fiore d’arancio di provenienza responsabile. Il suo limone d’Italia, dal canto suo, è upcycled: proviene cioè da frutti scartati dal commercio alimentare per ragioni di dimensione, di aspetto e, in generale, estetiche. Questi frutti vengono qui rivalorizzati. Sono inoltre utilizzati per intero, ossia succo, scorza e polpa. Infine, come sempre, Nina Ricci sostiene il divieto dei test sugli animali ed esclude l’uso di materie prime derivate da esseri viventi. Ne risulta un profumo interamente vegano.

Olivier Cresp, maestro profumiere di Nina Fleur

Per elaborare questa fragranza, Nina Ricci si è rivolta a uno dei profumieri più rinomati al mondo: il talentuoso Olivier Cresp. Il profumiere ha spiegato di aver voluto tradurre in profumo, con Nina Fleur, quella sensazione di femminilità solare e moderna che si vede sulle passerelle di Nina Ricci, ottenendo un profumo floreale e fruttato, allegramente ottimista. Va ricordato che Olivier Cresp è tutt’altro che alla prima esperienza con il marchio: collabora infatti con Nina Ricci sulla collezione Nina fin dai suoi esordi, nel 2006.