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Fahrenheit 32

Dior lancia Fahrenheit 32 nel 2007, sotto la direzione artistica di Hedi Slimane: un orientale fresco composto da Louise Turner con François Demachy, che dell’originale del 1988 riprende soltanto la forma del flacone. Il fiore d’arancio, il vetiver e la vaniglia vi sono illuminati da aldeidi e da una nota solare, in un flacone divenuto bianco e smerigliato.

Elena Vosnaki, di Perfume Shrine, lo trova nel 2007 molto piacevole ma troppo femminile per passare per un maschile classico; Kevin, di Now Smell This, vi vede un profumo confuso e incompiuto, che lo lascia tiepido.

Cosa dice la critica

Perfume Shrine, un fiore d’arancio di sintesi

Il 16 maggio 2007 Elena Vosnaki osserva che non ha quasi nulla dell’originale ed esalta il fiore d’arancio di sintesi, già esplorato da Fleur du Mâle. La sua freschezza agisce come un nebulizzatore, e la sua opalescenza lattiginosa le ricorda Pure Poison.

Le preferisce Fleur du Mâle, che l’ha conquistata di più. Fahrenheit 32 resta molto gradevole e indugia piacevolmente sulla mouillette, ma non può passare per un maschile classico: troppo femminile, si addice agli uomini avventurosi o alle loro compagne.

Now Smell This, un profumo confuso

L’8 giugno 2007 Kevin giudica l’apertura fresca ma un po’ artificiale. Il fiore d’arancio fatica a emergere di fronte a un vetiver insipido e a una vaniglia zuccherina, e il passaggio dal fresco all’orientale gli sembra brusco.

Lo trova confuso e incompiuto, fatto di accordi che non si fondono mai, né femminile né davvero maschile in senso tradizionale. Su di lui il profumo resta vicino alla pelle e svanisce in novanta minuti; non lo ama né lo detesta.