
Secondo profumo di Davidoff, Zino esce nel 1986 e porta il nome di battesimo del commerciante di sigari ginevrino che ha dato il proprio nome al marchio. Michel Almairac e Pierre Bourdon posano un bouquet di lavanda e salvia sclarea su un fondo di patchouli, sandalo e vaniglia, in cui la critica ha riconosciuto un odore di scatola di sigari.
L’elenco delle dodici
Le fonti concordano su dodici materie prime: palissandro del Brasile, lavanda, salvia sclarea e bergamotto in testa; rosa, geranio, gelsomino e mughetto nel cuore; patchouli, sandalo, vaniglia e legno di cedro nel fondo.
È l’elenco che riprendono i rivenditori e i repertori, identico da anni. Non dice tutto: la critica ne ha nominate altre, che nessuna descrizione del marchio conferma.
Una testa da fougère
Il bergamotto e la lavanda aprono sul terreno più battuto del maschile degli anni Ottanta. La salvia sclarea tende verso il verde e il sudato, il palissandro verso un calore legnoso e rosato che addolcisce l’insieme.
Nulla di originale in questa fase, ed è voluto: l’apertura è un diversivo. Il profumo si presenta come un fougère prima di mostrare altro, e questa falsa pista è ciò che la critica gli riconosce di più abile.
Un cuore floreale in un maschile
Rosa, geranio, gelsomino e mughetto: quattro fiori in un profumo da uomo, cosa tutt’altro che scontata nel 1986. Il geranio fa da collegamento, con la sua sfaccettatura verde e pepata che porta la rosa verso il versante maschile.
Il mughetto, invece, non proviene da alcun fiore: la materia prima non si lascia estrarre e viene ricostruita in laboratorio. L’etichetta del flacone ne conserva traccia, sotto un nome che nessuno legge.
Il fondo, e ciò che la critica vi sente
Patchouli, sandalo, legno di cedro e vaniglia compongono una base ampia e zuccherina, più ambrata che legnosa. Da qui deriva l’impressione di densità, e la persistenza che chi lo indossa riconosce al profumo.
Jeanne Doré vi sente anche cisto e costo, due materie prime assenti dagli elenchi correnti. Nessuna descrizione del marchio le menziona: sono due materie prime percepite indossando il profumo, non due materie prime dichiarate.
L’elenco regolamentare
L’etichetta dichiara limonene, linalolo, cumarina, citronellolo, idrossicitronellale, citrale e geraniolo. La cumarina firma il fougère, l’idrossicitronellale il mughetto, il citronellolo e il geraniolo la rosa e il geranio.
Nulla vi tradisce il patchouli né il sandalo, che non contengono alcun allergene da dichiarare. L’elenco dice dunque metà del profumo, quella soggetta a regolamentazione, e lascia l’altra al naso.
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