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Nina Le Parfum

Nina Le Parfum: l’icona addenta la notte. Diciotto anni dopo la celebre mela rosata del 2006, Nina Ricci presenta Nina Le Parfum (2024). La profumiera Olivia Giacobetti riorchestra la fiaba gourmand: l’emblematica mela caramellata si fa più carminio, avvolta da un caramello al burro salato esaltato da un guizzo di limone, prima di abbandonarsi a un gelsomino vellutato e a una vaniglia legnosa di lunga persistenza. Più sensuale dell’originale, più couture delle edizioni fantasia, questa fragranza intensa veste la donna di un abito rosso scarlatto e la accompagna fino alla fine della notte.

L’accordo annunciato dalla casa

Nina Ricci descrive Nina Le Parfum come una composizione floreale legnosa fruttata, pensata per evocare un frutto proibito. Il marchio mette in risalto un trio di mele impreziosito da un limone italiano upcycled, senza specificare una suddivisione in note di testa, di cuore e di fondo.

La lettura di Wikiparfum

Wikiparfum propone una piramide più articolata: in testa, un trio di mele e un limone italiano upcycled, che ritrovano i frutti annunciati dalla casa; nel cuore, fiore d’arancio, gardenia e tuberosa, assenti dalla comunicazione ufficiale di Nina Ricci.

Ciò che dichiara l’etichetta

L’etichetta riporta limonene, linalolo, alcol benzilico, geraniolo, farnesolo, benzoato di benzile, citrale, cumarina, eugenolo, citronellolo, idrossicitronellale e cinnamale. Il citrale e il limonene sono coerenti con gli agrumi annunciati in testa, mentre il linalolo e l’eugenolo possono accompagnare i fiori bianchi citati da Wikiparfum.

Ciò che resta fuori

Né la casa né Wikiparfum descrivono un fondo distinto per Nina Le Parfum: la vaniglia, il legno di cedro e il muschio talvolta attribuiti a questo fondo non compaiono in nessuna delle due fonti. Il fiore d’arancio, la gardenia e la tuberosa del cuore provengono soltanto da Wikiparfum.