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Dzongkha esce nel settembre 2006. Bertrand Duchaufour ne firma la formula per L’Artisan Parfumeur, terza tappa di una serie di viaggi aperta da Bois Farine e Timbuktu. Il soggetto è il Bhutan: la pietra e l’incenso dei monasteri, i cuoi patinati, il fumo di un tè zuccherato alle spezie. L’iris cipriato ne regge il fondo.

Anno di lancio
2006
Profumiere
  • Bertrand Duchaufour
Genere
Unisex
Famiglia olfattiva
Legnosa
Famiglia secondaria
Speziata
Concentrazione
Eau de Toilette

Pubblicato

Dzongkha

Dove acquistarlo

L’Artisan Parfumeur lancia Dzongkha il 15 settembre 2006, nei formati da cinquanta e cento millilitri. La composizione è di Bertrand Duchaufour, che due anni prima ha firmato Timbuktu per la stessa casa.

Il terzo viaggio

La serie si compone di tre fragranze. Bois Farine apre la serie, Timbuktu arriva due anni prima di Dzongkha, che la chiude. Robin, che cura Now Smell This, attribuisce le tre alla stessa mano e riconosce da una fragranza all’altra materie prime comuni nella scia.

Il nome è quello della lingua ufficiale del Bhutan, regno stretto tra l’India e la Cina. Duchaufour vi viaggia e ne riporta materia per un racconto più che un elenco di fiori.

Che cosa dice la casa

Il discorso di lancio descrive un odore di pietra e d’incenso di monastero, cuoi patinati, il calore dei fuochi del camino. Vi aggiunge un tè selvatico al latte, la peonia e il litchi, un cuore legnoso dominato dal vetiver, dal cypriol e dall’iris.

Oggi la casa colloca Dzongkha in La Collection, la sua linea permanente, e lo presenta come un profumo legnoso unisex. Ne riassume l’intento in una parola: la spiritualità.

Un flacone appena cambiato dalla casa

Robin rileva che Dzongkha è il primo L’Artisan che acquista nel flacone ridisegnato, e giudica il tappo troppo pesante, simile alla testa di un bullone. La casa non descrive il contenitore in nessuna delle sue pagine: l’osservazione resta sua.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

Cosa dice la critica

Robin, di Now Smell This, considera Dzongkha una riuscita dominata dall’iris, meno spiazzante di Timbuktu dello stesso profumiere.

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