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Giorgio
Giorgio Beverly Hills

Recensioni

Giorgio

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Lanciato nel novembre 1981, Giorgio è il primo profumo di Giorgio Beverly Hills, la boutique aperta nel 1961 su Rodeo Drive. Fred e Gale Hayman ne fanno un floreale bianco opulento: fiore d’arancio e bergamotto in testa, tuberosa, gelsomino, ylang-ylang e gardenia, fondo di muschio vegetale, patchouli, sandalo, legno di cedro e vaniglia. L’astuccio riprende le righe gialle e bianche delle tende della boutique.

Richard Goller lo trova smisurato e fiero di esserlo, anche nella formula attuale; Miguel Matos vi sente un floreale bianco solare più che una bomba, e Luca Turin vi vede l’incarnazione della grande profumeria classica.

Cosa dice la critica

Richard Goller, Fragroom

Richard Goller celebra nel marzo 2021 i quarant’anni di Giorgio. Fin dalla prima vaporizzazione, fiore d’arancio zuccherino e pesca, lo giudica smisurato, anche nella formula attuale, e gli trova un lato chiassoso molto anni Ottanta che, secondo lui, ne fa il fascino.

Ne ricorda i fiori bianchi sfavillanti, guidati da tuberosa, gardenia e gelsomino, un effetto ottimista e tonico, e un fondo generoso in cui distingue il muschio di quercia, il sandalo e la vaniglia.

Miguel Matos, Fragrantica

Miguel Matos scopre Giorgio nel novembre 2020, nella formula attuale, prodotta in Spagna. Non vi sente la bomba della leggenda ma un floreale bianco opulento, molto solare e luminoso, in cui la tuberosa e la gardenia mostrano tutte le loro sfaccettature.

Vi coglie un tocco di galbano, una pesca vellutata e un’ossatura chypre, e gli attribuisce un’ampia influenza: lo accosta a Charlie Red, di Revlon, e vi vede la probabile fonte di Amarige, del 1991.

Luca Turin, Perfumes: The A-Z Guide

In Perfumes: The A-Z Guide, uscito nel 2008 e citato da Miguel Matos, Luca Turin vede in Giorgio l’incarnazione di ciò che fa la grandezza della profumeria classica, per metà naturale e per metà sintetica.

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