
Brit Homme esce nel 2004, un anno dopo il femminile della linea. Antoine Maisondieu vi posa una rosa cipriata su un letto di cardamomo e zenzero, controcorrente rispetto a un decennio maschile che ignorava il fiore. La fava tonka, il patchouli e il muschio reggono il fondo e la nonchalance rivendicata dalla campagna. La fragranza riceve un FiFi nel 2005 e diventa Brit For Him a metà degli anni Dieci del Duemila.
Brit Homme più che dividere mette in imbarazzo. Quasi tutti i lettori vi trovano la stessa cosa, una rosa cipriata, del talco e spezie secche, e si dividono su che cosa pensarne. Il disaccordo riguarda il genere della fragranza, non il suo odore.
Cosa dice la critica
Le letture di questa fragranza convergono in modo raro. La rosa cipriata, il talco, il cardamomo secco: le stesse parole ritornano in penne che non si leggono a vicenda, e a dieci anni di distanza.
Il talco, e un iris che nessun altro segnala
Jeanne Doré scrive nel 2007 che l’accordo floreale evoca senza mezzi termini l’odore di un talco per neonati. Vi legge una miscela di iris e rosa, molto cosmetica, e parla di una meraviglia di spezie, muschio e cipria.
Colloca la testa dalle parti di Déclaration di Cartier e il fondo dalle parti di Zino o di Habit Rouge. I due accostamenti spingono la fragranza verso maschili classici, non verso la profumeria della sua epoca.
I lettori anglofoni descrivono la stessa cosa senza chiamarla allo stesso modo: una cipria saponosa, una rosa addolcita, una spezia secca che non punge. Diversi vi vedono un uomo di una certa età, agghindato per un appuntamento.
Un maschile che molti leggono al femminile
Il disaccordo comincia qui. Doré scrive che una donna potrebbe portarlo senza difficoltà, tanto è dolce e floreale. Altre letture affermano il contrario: cipriato anzitutto, ma comunque maschile, con abbastanza muschio e spezie da reggere il genere.
Nel 2004 il dibattito non ha nulla di aneddotico. La rosa maschile quasi non esiste negli scaffali dell’epoca, e un profumo per uomo costruito su di essa non ha alcun riferimento con cui confrontarsi.
Chi rifiuta la fragranza la trova troppo vicina a un prodotto da toilette, sapone o talco per neonati. Chi la ama ne conserva esattamente la stessa impressione e la considera un pregio.
La persistenza, unico rimprovero costante
Il rimprovero ricorrente non riguarda l’odore ma la sua durata. Diverse letture descrivono una scia breve e una presenza che svanisce in fretta, senza la consistenza che ci si aspetta da un maschile di questa famiglia.
Altre testimonianze affermano il contrario e gli attribuiscono sette o otto ore in inverno. Lo scarto è troppo ampio per dipendere dalla sola pelle, e le riformulazioni di una fragranza in vendita da vent’anni ne spiegano probabilmente una parte.
Nessuna delle fonti considerate documenta queste riformulazioni, e nessuna le data. La constatazione si ferma dunque qui: le letture divergono sulla persistenza, e nulla permette di dire quale descriva quale flacone.
Ciò che Brit annunciava di London
Una lettura attenta collega questa fragranza a London pour Homme, uscito due anni dopo dalla stessa mano. In Brit si trova una rosa cipriata e grigia che London riprenderà affiancandola al tè e a materie prime più scure.
La filiazione è olfattiva prima che commerciale, e dipende dalla mano che ha firmato entrambe. Spiega perché le due fragranze si confondono spesso sugli scaffali, benché la seconda sia nettamente più scura.
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