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Trésor
Lancôme

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Trésor

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Esistono profumi la cui storia dura poco tempo senza per questo essere meno intensa. Altri, invece, sembrano nati per segnare per sempre la storia della profumeria. Gli anni scorrono su di loro senza lasciare traccia e, nel tempo, conservano la loro eleganza senza tempo.

Da Ô de Lancôme nel 1969, la bella casa di moda diventata anche grande casa di profumeria non ha mai smesso di voler sorprendere con fragranze originali, al di fuori delle tendenze e spesso rivelatrici di quelle a venire. Fu il caso di Ô, e fu anche il caso del bel Trésor, che con i suoi accordi inediti inaugurò la bella famiglia dei profumi fruttati-floreali quando la tendenza non sembrava prestarvisi. Poco importa: Sophia Grojsman comporrà un Trésor che non smetterà di commuovere nella magia di un istante prezioso ma anche senza tempo.

Trésor, ovvero il gioiello romantico ed elegante di Sophia Grojsman per Lancôme

Sophia Grojsman si fece conoscere in particolare per la sua composizione cipriata molto originale per Yves Saint-Laurent, Paris del 1983. Da allora la profumiera è riconosciuta per il suo talento, la sua eleganza e la sua creatività, che la porta ad accostare profumi floreali piuttosto classici a materie prime moderne e inedite.

Per Trésor, uscito nel 1990, Sophia Grojsman non deroga ai suoi valori di eleganza e di romanticismo floreale un po’ desueto. Propone anzi qualcosa di più, con ricostruzioni fruttate di sintesi che fino ad allora avevano trovato ben poco spazio in profumeria. Del resto la casa Lancôme era ben lontana da questo floreale fruttato con il suo ultimo profumo di tendenza orientale, Magie Noire. Ma la venerabile casa si affida al talento della grande signora, e Trésor diventa in pochi mesi il profumo più venduto dell’epoca.

Secondo Madame Le Figaro, a proposito di Trésor di Lancôme, Sophia ha vestito la rosa di Trésor con una nota di violetta ovattata che profumava da tempo le ciprie e i rossetti, scelta molto coerente con l’universo dei trattamenti e del trucco di Lancôme, anche negli Stati Uniti.

Meglio ancora, Trésor, con i suoi contrasti tra profumi dalla femminilità rétro e inediti accordi fruttati, sarà il precursore di una profumeria che dominerà gli anni Duemila: i profumi gourmand.

Trésor e le audaci novità profumate di Lancôme

Sophia Grojsman lo ammette volentieri: in origine aveva concepito Trésor come una fragranza da indossare lei stessa, non come un profumo destinato alla vendita. Per fortuna la talentuosa profumiera ha cambiato idea e ha offerto alla casa Lancôme la sua preziosa scoperta, che resta comunque audace sotto più di un aspetto.

Come già osservato, la profumiera ha osato unire una rosa un po’ dimenticata a note fruttate mai esistite prima. Ma Trésor non si è fermato qui, perché le belle note floreali di rosa otto, iris, lillà e mughetto si avventurano verso profondità molto raramente utilizzate, soprattutto nella profumeria femminile: le note speziate e legnose.

Così colei che è rinomata per la qualità delle sue scie non ha esitato a immergere quella di Trésor in un universo misterioso che si confronta con la luminosità radiosa dei fiori e dei frutti. Ambra, sandalo, muschio ed eliotropio apportano la loro forza sensuale a questa donna così innamorata che Trésor disegna a meraviglia…