
Jules esce nel 1980, composto da Jean Martel per Dior, quattordici anni dopo Eau Sauvage. Fougère verde e animale, prende il nome dal gergo che designa il fidanzato. Oggi la casa lo riconduce al galbano dell’Iran, al pepe nero dell’India e al legno di cedro della Virginia. Francis Kurkdjian lo restaura il 1 ottobre 2026.
Lauryn Beer considera Jules una fougère verde fuori dal comune, che ha cambiato il suo modo di intendere i profumi maschili.
Cosa dice la critica
Lauryn Beer, ÇaFleureBon, 2 luglio 2021
Racconta di aver considerato i profumi maschili una questione di cuoio e agrumi fino a Jules, e dice di essersene innamorata.
Lo descrive verde come una giungla del Doganiere Rousseau, animale ed elegante come il passo di un grande felino, urbano e misurato. Il cuore floreale, rosa e garofano pepato, lo fa secondo lei uscire da ogni distinzione di genere.
Scarta l’immaginario sportivo della campagna, che non corrisponde a ciò che sente, e si chiede infine se Jean Martel non avesse previsto fin dall’origine che lo indossassero anche le donne.
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