
Jules esce nel 1980, composto da Jean Martel per Dior, quattordici anni dopo Eau Sauvage. Fougère verde e animale, prende il nome dal gergo che designa il fidanzato. Oggi la casa lo riconduce al galbano dell’Iran, al pepe nero dell’India e al legno di cedro della Virginia. Francis Kurkdjian lo restaura il 1 ottobre 2026.
La casa riconduce il profumo a tre materie prime, mentre la composizione del 1980 ne contava molte di più.
Galbano, pepe nero, legno di cedro
Il galbano apre. La pianta cresce in Iran e in Afghanistan; la sua gomma si raccoglie incidendo le radici, e la distillazione ne ricava un’essenza che si accorda alle tonalità verdi, chypre ed erbacee. La casa vi coglie un tocco d’impertinenza.
Il pepe nero dell’India occupa il centro. La sua essenza si ottiene per distillazione in corrente di vapore dei frutti maturi, e la casa gli attribuisce un effetto stimolante che rende la fragranza più decisa.
Il legno di cedro della Virginia chiude. La sua essenza, ottenuta per distillazione in corrente di vapore, fa da fondo a diversi profumi maschili della casa, da Dior Homme a Dune pour Homme.
La fougère e lo chypre
La casa colloca Jules tra le fougère legnose dagli accenti speziati. Kurkdjian parla di una fougère ambrata aromatica, Lauryn Beer di una fougère verde: il genere è lo stesso, cambia l’accento.
Lauryn Beer descrive un’apertura di erbe fresche, ciclamino, lavanda e bergamotto, una nota animale tra cuoio e spezia che si distende dopo qualche istante, e un cumino che finisce per farsi riconoscere senza mai sopraffare le altre materie prime.
Il cuore è floreale secondo lei: una rosa profonda accanto a un garofano leggermente pepato, il sandalo, un odore di pelle scamosciata da guanto. Il legno di cedro e il muschio di quercia del fondo riportano il profumo verso il maschile.
Che cosa resta fuori
L’artemisia, l’alloro e la salvia sclarea delle note di testa, il garofano del cuore sostengono la composizione senza figurare tra le tre materie prime che la casa mette oggi in evidenza.
Ciò che dichiara l’etichetta
L’elenco che la casa pubblica per la versione Dioriginals conta cinquantatré voci, il più lungo della collezione. L’essenza di patchouli figura al primo posto, davanti all’acetato di linalile, all’hexyl cinnamal e a un muschio; la lavanda e la cumarina confermano il genere fougère.
Vi compaiono anche i chiodi di garofano, il legno di cedro, il muschio di quercia, l’eucalipto, il bergamotto, il sandalo, il gelsomino e il balsamo del Perù, con l’alcol cinnamilico e l’isoeugenolo. Non è dichiarato alcun colorante: la fragranza non è tinta.
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