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Joy Eau de Parfum

Joy viene lanciato da Jean Patou nel 1930, all’indomani del crollo del 1929. Composto da Henri Alméras e presentato al mondo come il profumo più caro del mondo, questo floreale di rosa e gelsomino di Grasse, che richiede 10 600 fiori di gelsomino e 28 dozzine di rose per oncia di estratto, si è spento nel 2018, quando LVMH ne ha ripreso il nome per Dior.

Joy è costruito sulla rosa e sul gelsomino di Grasse, le sue due materie prime emblematiche. Angela, di Now Smell This, riporta una piramide in tre tempi: aldeidi, pesca e nota verde in testa; rosa, gelsomino, ylang-ylang e tuberosa nel cuore; sandalo, muschio e zibetto nel fondo.

Ciò che percepisce Angela

Nell’Eau de Toilette avverte un neroli frizzante e verde di stelo, e qualche minuto dopo rose mescolate a un gelsomino carnoso ma fresco; il profumo resta vicino alla pelle e svanisce in rose spente e in un calore vago. L’estratto apre in modo meno netto, il suo cuore di rose e gelsomino è più ricco, e il suo fondo, speziato e animale, non si lascia riconoscere da chi non conosce già Joy.

Elena Vosnaki, di Perfume Shrine, vi vede l’esempio archetipico di un gelsomino levigato e bello, che si porta senza evocare tendenze cupe e senza per questo essere frivolo.

Ciò che resta fuori

Lo zibetto, indicato nel fondo dalle liste pubblicate, non vi si trova secondo il profumiere della casa, che Angela dice di aver interpellato nel 2013; resta nella prosa, come la nota verde e l’iris presenti in altre liste.