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Habanita
Molinard

Recensioni

Habanita

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Creato da Molinard nel 1921 per profumare le sigarette delle garçonnes, Habanita arriva in profumeria nel 1924, presentato come «il profumo più tenace del mondo». Questo florientale legnoso e cipriato unisce il vetiver, allora riservato agli uomini, alla vaniglia e al patchouli. L’Eau de Parfum del 2012 conserva il fregio di naiadi disegnato da René Lalique.

Kafkaesque, che avrebbe voluto amarlo, vi sente una cipria invadente, un lampone secco e un cuoio crudo, e lo giudica paradossale, al tempo stesso démodé e stranamente moderno.

Cosa dice la critica

Kafkaesque

Kafkaesque, nel maggio 2013, ammette di aver voluto amare Habanita, per amore della storia, prima di allontanarsene. Sull’Eau de Toilette riformulata degli anni Ottanta, descrive una valanga di cipria, un lampone secco e sciropposo e un cuoio crudo, quasi animale.

Il vetiver, né verde né terroso, crea secondo lei l’effetto di una cartina per sigarette cipriata, un tabacco senza tabacco. Vi sente materie sintetiche che le bruciano il naso e conclude che Habanita, che rispetta, non fa per lei.

Riferisce che Luca Turin lo colloca tra i vetiver vanigliati, e lo trova al tempo stesso démodé e di una stranezza degna di una casa di nicchia attuale: un profumo paradossale, da annusare almeno una volta secondo lei.