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Fahrenheit

Lanciato da Dior nel 1988, Fahrenheit scuote la profumeria maschile con un accordo inedito di foglia di violetta, legno e cuoio, aperto dalla freschezza del mandarino di Sicilia. Firmato da Jean-Louis Sieuzac, ottiene un successo immediato e divide quanto seduce. Il suo flacone sfumato color fuoco è nato, secondo la casa, da un difetto di raffreddamento del vetro.

Kevin, su Now Smell This, lo trova più moderno della maggior parte dei maschili recenti; Persolaise, che lo ha indossato, ricorda che ha diviso il pubblico quasi quanto Poison.

Cosa dice la critica

Kevin, Now Smell This

Kevin ritrova Fahrenheit nel giugno 2007, una quindicina d’anni dopo il suo unico flacone, e parla di un felice ritrovarsi. Elogia una casa che ha voluto fare qualcosa di diverso da ciò che il mercato già proponeva.

L’apertura floreale, caprifoglio, bergamotto e biancospino addolcito, gli sembra scintillante ma breve. Segue un accordo di noce moscata e violetta, strano e tenace, che gli evoca un vecchio palo del telegrafo spalmato di catrame secco.

Il fondo di legno di cedro, sandalo e patchouli gli ricorda una terra di rocce e chaparral cotta dal sole. Giudica piacevole ogni fase e il profumo più fresco e migliore della maggior parte dei maschili dell’epoca, nicchia compresa.

Persolaise

Persolaise, nell’aprile 2014, descrive l’originale di Jean-Louis Sieuzac come uno studio di intensità sfrontata: una foglia di violetta iperverde, legni risoluti e un cuoio come imbevuto di benzina.

Ricorda che il profumo ha diviso il pubblico quasi quanto Poison: molti lo hanno adottato, lui compreso, altri se ne sono allontanati con disgusto. Ritiene l’Eau de Toilette attuale diversa dall’originale.