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Eternity

Calvin Klein lancia Eternity nell’agosto 1988, tre anni dopo Obsession. Sophia Grojsman, di IFF, ne compone il bouquet floreale bianco, arricchito da note speziate, legnose e verdi, che la casa collega a una fede incisa «Eternity» regalata da Calvin Klein alla moglie. Christy Turlington, fotografata da Bruce Weber, ne è il primo volto.

Per Elena Vosnaki, di Perfume Shrine, Eternity è una rosa saponosa pepata di garofano, emblema di una pulizia molto americana; Luca Turin, che vi vede una «rosa rumorosa», la giudica copiata da un modello che non lo meritava.

Cosa dice la critica

Una rosa rumorosa

Il 12 febbraio 2011 Elena Vosnaki dedica alla versione originale una recensione per Perfume Shrine. Condivide il giudizio di Luca Turin, per il quale Eternity è una «rosa rumorosa»: note pepate di fiori speziati, come il garofano, spolverate su una rosa intensamente saponosa.

Sottolinea la quota di Iso E Super, l’11,7 % della formula del 1988, e i muschi di sintesi sovradosati, segno di una profumiera che riduce volentieri una formula a pochi accordi marcati. Secondo lei, Eternity non profuma più del tutto di Eternity da quando queste dosi sono diminuite.

Un profumo del suo tempo

Colloca il profumo nel suo tempo: dopo il desiderio carnale di Obsession, Calvin Klein anticipa il ripiegamento degli anni Novanta sul nido domestico e sulla famiglia, con una pubblicità composta e «pulita», che lei ricollega agli anni dell’AIDS.

Luca Turin, nella sua guida, gli assegna tre stelle pur vedendovi la copia di un profumo che non meritava di essere copiato, Jardins de Bagatelle di Guerlain, secondo il blog Australian Perfume Junkies che lo cita.