
Eau Sauvage Parfum è una variante di Eau Sauvage lanciata da Dior nel 2012 e composta da François Demachy. Conserva la trama dell’originale del 1966 – bergamotto, lavanda, hedione – ma sposta l’equilibrio verso il fondo legnoso, dove il vetiver, il patchouli e il muschio di quercia acquistano più spazio, il che ne fa una fragranza più scura dell’Eau de Toilette da cui deriva. Da non confondere con Sauvage, uscito nel 2015, che appartiene a un’altra linea.
Eau Sauvage Parfum esce nel 2012. François Demachy ne firma la composizione, una variante di Eau Sauvage, il primo profumo maschile di Dior creato da Edmond Roudnitska nel 1966. La precisazione ha la sua importanza: a differenza di Sauvage, uscito nel 2015 e legato a un’altra linea, si tratta qui di una vera variazione sulla formula originale.
Una variante tra tante
Dior aveva già rielaborato Eau Sauvage a più riprese, con Eau Sauvage Fraîcheur Cuir nel 2007 ed Eau Sauvage Extrême nel 2010. La versione Parfum del 2012 va oltre questi tentativi, spostando l’equilibrio della composizione anziché modificarla per piccoli tocchi.
Lo spostamento verso il fondo legnoso
L’ossatura originale resta riconoscibile: il bergamotto in apertura, ora accompagnato dal cedro e dal petitgrain, la lavanda nella parte aromatica e l’hedione che conferiva a Eau Sauvage la sua luminosità gelsominata. A cambiare sono tanto la materia prima aggiunta quanto le proporzioni. La mirra entra nella composizione: resinosa e leggermente affumicata, domina i primi minuti e pesa sul fondo, accanto al vetiver, al patchouli e al muschio di quercia. La parte bassa della composizione prende così il sopravvento sulla freschezza agrumata, e la fragranza si fa più scura e più densa dell’Eau de Toilette da cui deriva.
Questa scelta spiega l’accoglienza contrastante di questa versione. Chi si aspettava la trasparenza dell’originale vi trova un profumo di altro carattere, mentre altri vi vedono il prolungamento logico di una scrittura che Roudnitska aveva lasciato volutamente luminosa.
L’hedione, filo teso tra il 1966 e il 2012
L’hedione merita una parola, perché assicura la continuità tra le due versioni. Questa molecola di sintesi, messa a punto da Firmenich a partire dagli studi di Edouard Demole sui componenti del gelsomino, aveva fatto di Eau Sauvage una svolta nel 1966: dona aria a una composizione e lascia che le materie prime si rispondano senza appesantirle. Resta presente nel 2012, in un insieme che semplicemente la mette meno in risalto.
Il profumiere che ha messo mano al profumo fondatore
François Demachy è nato a Cannes ed è cresciuto a Grasse, dove il padre gestiva una farmacia. Si è formato alla scuola di profumeria di Charabot prima di entrare da Chanel, dove ha diretto la ricerca e sviluppo. Arriva da Dior nel 2006 e resta profumiere-creatore della casa fino al 2021, anno in cui Francis Kurkdjian assume l’incarico.
Rielaborare Eau Sauvage significava mettere mano al profumo fondatore della linea maschile di Dior, il che spiega la prudenza dell’operazione: la versione del 2012 conserva la trama del 1966 invece di rifarla.
Profumi simili
Note e famiglia simili, di altre maison.
- Eau de RochasRochas
- Givenchy IIIGivenchy
- Aromatics Elixir PremierClinique
- YSL pour HommeYves Saint Laurent
- Eau de Rochas FraîcheRochas
- Rive GaucheYves Saint Laurent
- CabochardGrès
- Pleats PleaseIssey Miyaké
Della stessa linea
Altri profumi di Christian Dior
Composti anche da François Demachy
- Dahlia NoirGivenchy
- Eau de GivenchyGivenchy
- Blu Mediterraneo Cedro di TaorminaAcqua Di Parma
- Diva Eau de ParfumEmanuel Ungaro