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Drakkar Noir
Guy Laroche

Composizione

Drakkar Noir

Pubblicato

Fougère aromatica lanciata nel 1982 da Guy Laroche, Drakkar Noir porta la firma di Pierre Wargnye e riprende il nome del Drakkar del 1972. La sua freschezza metallica deriva da un sovradosaggio di diidromircenolo di cui il mestiere parla ancora. Lavanda, rosmarino e bergamotto in apertura, patchouli, cuoio e muschio vegetale nel fondo, in un flacone nero laccato disegnato da Pierre Dinand. L’etichetta del flacone venduto oggi non riporta più lo stesso muschio vegetale.

Drakkar Noir appartiene alla fougère aromatica, una famiglia costruita da tempo su lavanda, cumarina e muschio vegetale. Pierre Wargnye ne conserva l’ossatura e vi versa una molecola di sintesi in una proporzione che nessuno aveva osato.

Il dieci per cento di una sola molecola

Il diidromircenolo dà un limone freddo, quasi metallico, più secco del bergamotto. Maurice Roucel stima la sua quota in Drakkar Noir al dieci per cento della formula, un ordine di grandezza senza equivalenti nel 1982.

La critica anglosassone riprende questa cifra e fa risalire a questo lancio la svolta del reparto maschile verso una freschezza di bucato pulito. Pierre Bourdon raddoppierà la dose sei anni più tardi per Cool Water.

Da dove viene davvero la molecola

Secondo un luogo comune, Wargnye avrebbe introdotto il diidromircenolo in profumeria. Roucel lo porta nel maschile con Azzaro pour Homme, alla fine degli anni Settanta; una fonte anglosassone risale a Paco Rabanne Pour Homme, all’inizio del decennio.

Le date variano dal 1973 al 1978 a seconda delle fonti, e nessuna colloca Drakkar Noir al primo posto. Ciò che gli spetta è altro, ed è più interessante: la dose, e il successo che ha reso questa dose replicabile.

Ciò che dichiara l’etichetta del flacone venduto oggi

L’elenco regolamentare del formato francese da cento millilitri riporta cumarina, eugenolo, geraniolo, citrale e citronellolo. Riporta anche Evernia furfuracea, il muschio d’albero, e non Evernia prunastri, il muschio di quercia citato da tutte le descrizioni.

Tre etichette rilevate su tre formati e due mercati danno la stessa indicazione. Il muschio di quercia appartiene al Drakkar Noir che si ricorda, non a quello che si acquista, e il marchio stesso menziona una nota fruttata aggiunta in seguito.

Rilevazioni divergenti

Un elenco di venticinque note circola da un sito all’altro senza mai cambiare ordine. La casa, invece, ne annuncia solo una manciata e vi inserisce un mandarino che non si trova da nessun’altra parte.

Artemisia, menta, basilico, verbena, garofano, cannella e gelsomino compaiono solo in questo elenco, e nulla di indipendente li conferma. L’etichetta riporta tuttavia eugenolo e alcol cinnamico, compatibili con una sfaccettatura garofano-cannella.

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