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1881 Femme

Claire Cain firma nel 1995 il corrispettivo femminile di 1881, cinque anni dopo la versione maschile. L’intero profumo ruota attorno a un fiore di lino che non esiste: la pianta non fornisce alcun estratto, la nota è ricostruita da zero e lega il flacone ai tessuti della casa. Attorno a essa, un bouquet amplissimo di mimosa, violetta, fresia, gelsomino, narciso e tuberosa, su un fondo secco di sandalo e muschi.

Claire Cain compone 1881 pour Femme nel 1995, cinque anni dopo la versione maschile di Martin Gras. Il vincolo è insolito: costruire un intero profumo attorno a una nota che non ha alcun modello in natura e che va quindi inventata.

Un bouquet ampio per costruzione

Le note di testa si aprono su bergamotto e coriandolo, presto ricoperti dai fiori: mimosa, violetta, fresia. Niente di verde né di pungente, a differenza della versione maschile, e l’apertura è cipriata fin dai primi minuti.

Il cuore sovrappone gelsomino, mughetto, fiore d’arancio, narciso e tuberosa, con camomilla romana e geranio a smorzare la dolcezza. Un simile accumulo dovrebbe confondersi; regge perché nessun fiore domina sugli altri.

È la scommessa opposta a quella della versione maschile. Laddove 1881 Homme fa reggere un bouquet lasciandolo spoglio, quella femminile lo sommerge deliberatamente, fino a ottenere l’impressione di un fiore generico più che di un fiore riconoscibile.

Il fiore di lino, una nota senza modello

Il lino fiorisce in azzurro pallido e non restituisce nulla alla distillazione. La nota che ne porta il nome è un accordo costruito da zero, descritto come fresco e luminoso, che mira meno al fiore in sé che all’odore del tessuto.

Non resta a un solo livello. Gli elenchi pubblicati la collocano tanto in apertura quanto a metà percorso, e questa instabilità basta a indicare che si tratta di un accordo trasversale più che di una materia prima posata in un momento preciso.

Un fondo secco che chiude il bouquet

Il fondo riunisce sandalo, iris e muschi bianchi, con una traccia di incenso. Non è né dolce né ambrato: asciuga il bouquet anziché appesantirlo, ed è da qui che nasce la sua fama di discrezione.

In etichetta è dichiarata la cumarina, con hexyl cinnamal, alpha-isomethyl ionone e hydroxycitronellal. Nessuna di queste molecole designa un fiore preciso: sono indicatori di allergeni, non una formula.

Tre note che non stanno al loro posto

Il galbano è collocato in testa in un caso, nel cuore in un altro, e manca in diversi elenchi. Anche coriandolo e iris si spostano da un livello all’altro. Ciò che vacilla è la loro posizione, non il loro apporto.