Fougère
Jean Jacques
Gli esaminatori del concorso di ammissione all’ISIPCA gli avevano chiesto perché volesse diventare profumiere. Il giovane Jean Jacques, consapevole delle sue lacune abissali in materia di profumeria, aveva eluso la domanda rispondendo di essere pianista. Da allora ha recuperato, scoprendo una passione per quel mondo inaudito che gli si apriva davanti, spronato dal suo mentore Pierre Bourdon, che fu il suo primo capo. Dopo alcuni stage presso Quest e Fragrance Resource, poi quattro anni da Kao, entrerà in Takasago nel 1997 come profumiere-creatore, assumendo anche responsabilità internazionali nell’armonizzazione del catalogo degli ingredienti della casa. Vigilare affinché i profumieri dell’azienda possano lavorare con materie prime della migliore qualità, provenienti da territori d’eccezione, e valutare le nuove molecole del laboratorio giapponese per metterle a disposizione di tutti: è questo, secondo lui, ciò che alimenta costantemente la creazione di nuovi profumi. Un lavoro che non è un lavoro, tanto Jean Jacques prova piacere nel farlo. In piena consapevolezza e umiltà. E sempre in musica.
Il profumiere Jean Jacques risponde
Il mio ricordo olfattivo
L’odore del mare, mescolato a quello della resina di pino che si attaccava alle dita quando, da bambini, giocavano a nascondino a Quiberon.
Il mio viaggio
Lo shock emotivo e culturale vissuto durante un recente soggiorno in India, nell’Assam, dove si è recato a scoprire le distillerie di oud.
La mia ispirazione
Piece Peace di Bill Evans, un brano jazz registrato nel 1958, che gli ha ispirato un profumo. Con l’immagine di un neonato sul ventre della madre. Un momento di beatitudine, in cui nulla può accadere.
Il mio profumo cult
Aromatics Elixir, un vero shock: per lui è un Basquiat olfattivo, sensuale e sessuale.
Il mio colore
Il blu, ottimista ed elegante. E la Note Bleue, la blue note cara ai jazzisti, per quella piccola dissonanza nostalgica all’interno di un tema.
Il mio sogno
Andare alla scoperta di una materia naturale per la profumeria e avviarne la filiera. Per la materia prima, ma anche per l’incontro con chi la lavora.
Il mio motto
Che l’ispirazione, quando arriverà, lo trovi al lavoro: una frase di Picasso in cui si riconosce. Afferma di non avere un talento eccezionale, ma una grande capacità di lavoro.
Le mie materie prime preferite
Ambroxan: una nota legnosa ambrata che sa di vita, di un letto da cui si tira fuori il pigiama dei bambini... L’umanità.
Irone: la molecola della nota cipriata, floreale e violetta dell’iris. Il culmine dell’eleganza, il cuore del diamante dell’iris. Tanto più preziosa perché occorre tempo affinché l’irone si sintetizzi.
Bio Muguet: ricavata dalla canna da zucchero, questa molecola Takasago consente di sostituire le note di mughetto vietate. È al 100% di origine biologica, biodegradabile e, ne è certo, rivoluzionaria.
Il mestiere di profumiere si definisce come una professione creativa al centro di un processo industriale, tecnico e scientifico. Alcuni lo considerano nel suo aspetto più cinico, mentre altri ne fanno una passione artistica. In fondo, non è forse il segno della grande varietà di questo mestiere? Jean Jacques, dal canto suo, è un artista a tutti gli effetti. È proprio per questa ragione che ha scelto di intraprendere questa strada. Vale dunque la pena osservare più da vicino quali fossero le sue ambizioni e quali opere abbia generato il suo talento.
L’amore di Jean Jacques per l’arte in generale
Prima di essere profumiere, Jean Jacques è soprattutto un amante delle arti. Musicista, nutre una vera passione per il jazz. Jean Jacques ha quindi sempre espresso il desiderio di svolgere un mestiere creativo. Inoltre, secondo lui, si tratta dell’unico modo per lasciare una traccia del nostro passaggio sulla terra. E va riconosciuto che questa idea lo ha sempre ossessionato. Fu dunque tramite un’amica che scoprì l’universo della profumeria. Convinto di aver trovato la sua strada, entrò nella più prestigiosa scuola di profumeria esistente: l’ISIPCA di Versailles. Ne uscì diplomato nel 1992. In seguito trascorse quattro anni da Kao, un’azienda specializzata nella produzione di prodotti chimici e in particolare di aromi e profumi. Mentre lavorava in questa azienda, partecipò al concorso del Jeune Parfumeur Créateur della Société Française des Parfums. Fu lì che venne notato da Takasago, un’azienda giapponese di produzione di fragranze. Oggi lavora da più di 15 anni per questa casa asiatica. La notorietà di quest’ultima gli ha permesso di lavorare con i più grandi marchi del pianeta, come Guerlain, Christian Lacroix, Davidoff, Givenchy o ancora Kenzo.
Le fonti d’ispirazione di Jean Jacques
In generale, Jean Jacques predilige formule piuttosto brevi. Ama andare all’essenziale e cerca sempre di elaborare fragranze capaci di far nascere un’emozione. Per lui il profumo è un prodotto emotivo molto forte, talvolta sinonimo di attaccamento, conforto o protezione. Per lui la profumeria è tutt’altro che futile. Spiega quindi di avere alcune materie prime predilette. In particolare, è assolutamente affascinato dall’Ambroxan. Lo inserisce in ognuna delle sue composizioni e ne fa una sorta di firma. Dice che per lui è l’odore della vita e dell’amore, di averlo usato in numerosi accordi chiave che evocano il suo primo pupazzo, lenzuola stropicciate, il latte materno, e di averne in quasi tutte le sue creazioni. Inoltre ritiene che questo ingrediente sia una materia prima ideale per garantire la persistenza dei profumi. Confida persino di doversi in qualche modo trattenere per evitare di sovradosarlo. Personaggio molto meticoloso, Jean Jacques confida con pudore che, nonostante i suoi numerosi successi olfattivi, è raramente del tutto soddisfatto del risultato dei suoi profumi. Poco importa: il pubblico, dal canto suo, sembra apprezzare.
I profumi ideati dal profumiere Jean Jacques
Adolfo Dominguez: Bambù for Men, Bambù for Women, Aqua di Bambù for Men , Aqua di Bambù for Women, Viaje a Ceylan (in duo con Antoine
Lie) - Avon: Infinite moment for men - Balmain: Balmya - Bebe: Bebe Sheer - Bourgeois: Jeux de Nuit - Bugatti: Infinite blue - Christian Lacroix: C’est
la Fête (in duo con Francis Kurkdjian) - Courrèges: Hyperbole (in duo con Antoine Lie), Minijupe (in duo con Antoine Lie) - Davidoff: Cool Water
Wave (con Antoine Lie e Francis Kurkdjian), Cool Water Ocean Extreme (in duo con Antoine Lie), Silver Shadow Altitude - Givenchy: Gentlemen
Only Fraîche, Gentlemen Only Absolute, Gentlemen Only Parisian Break, Gentlemen Only Casual Chic, Gentlemen Only Intense, Gentlemen Only
(in duo con Francis Kurkdjian) - Isabey: tutti i profumi - Jean Paul Gaultier: Madame eau fraîche (in duo con Francis Kurkdjian) - Jil Sander:
Sun Rise Women, Sun Day Women - Kenzo: Totem Blue (in duo con Antoine Lie), Kenzo Floralista, Kenzo Couleur Violet, Kenzo Couleur Rose (in
duo con Sylvie Fischer), Kenzo Couleur Jaune, Eau de Fleur de Soie, de Prunier (in duo con Francis Kurkdjian), de Yuzu, de Camelia (in duo con
Francis Kurkdjian) - Mandarina Duck: All of Me for Men - Masaki Paris: tutti i profumi - Mirko Buffini: La Chute d’Eau - Molton Brown: Londinium
- Oriflame: Divine, Amethyste Fatale, S8 night men, Lovely garden, Urban lover women, Extravagance, Amazonia - Salvatore Ferragamo: Incanto
Amity (in duo con Antoine Lie) - Sex Symbol: The Superstar - ST Dupont: Passenger Cruise Women (in duo con Sylvie Fischer) - Stendhal: Noir
Divin - STR8: Unlimited - Ted Lapidus: Pour Homme, Lapidus Black Extreme - Torrente: L’or, L’or intense, My Torrente - Ulric de Varens: So Varens,
Love by Lilly prune, Hot Fragrance Extrême, Hot Fragrance Desire, UDV Fire, UDV Black, Varens Desire, Varens Love, Varens Uno, Varens Essentiel /
Violette Délicate / Rose Glamour / Muguet Secret / Musc Provocant, Musk Patchouli, Eau de Varens Fresh, UDV Night, Musk Collection GLAM -
United Colors of Benetton: United Dreams One Love, United Dreams One Summer - Yves Rocher: Un Matin Au Jardin Cerisier en Fleurs (in duo
con Francis Kurkdjian).
Le creazioni di Jean Jacques
Fougère
Aromatica
Legnosa
Floreale
Aromatica
Agrumata
Agrumata
Orientale
Legnosa
Orientale
Legnosa
Legnosa