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Santal Blanc

La fragranza Santal Blanc, una politesse Lutens. Serge Lutens non è un profumiere convenzionale e non si cura affatto di seguire le tendenze del momento.

Serge Lutens ricompone il Santal Blanc...

Con Féminité du Bois, l’artista eclettico Serge Lutens apriva nel 1992 uno dei capitoli più importanti della sua storia creativa, la profumeria! E questa Féminité du Bois porterà alle donne la forza di una fragranza legnosa e potente che andrà ben oltre le loro aspettative, tanto che quello che doveva essere un primo tentativo per Serge Lutens e il suo profumiere Christopher Sheldrake si trasformò in un legame intenso e appassionato con i profumi e con un pubblico sempre più numeroso.

Santal Blanc, un’eau de politesse di forte carattere!

Si sarebbe potuto credere che il grande Serge Lutens, insieme al suo profumiere Christopher Sheldrake, non avrebbe fatto altro che trasportare nei venti colorati e ardenti di Santal Majuscule, di Fleur d’Oranger o di Chergui, o ancora che le sole deviazioni da queste bellezze orientali fossero i graziosi fiori di La Fille de Berlin o di Fille en aiguilles… E invece no: con la collezione Les Orphelines, Serge Lutens ha spezzato il ritmo delle sue dolcezze ardenti per offrire profumi gelidi e freschi come L’Eau Froide!

Serge Lutens ha dichiarato a Parfumista che con questa Eau c’è l’idea di rottura: non vuole lasciarsi rinchiudere, si tratta di una rottura con sé stesso per ripartire verso qualcos’altro; ogni volta, nella sua vita, è sempre fuggito da ciò che poteva capitargli, perché è allergico a ciò che è troppo consolidato, troppo comodo.

E, meglio ancora, l’uomo spingerà l’idea fino a creare nel 2019 una nuova collezione di fragranze, Les Eaux de Politesse, che riunirà opere già note come L’Eau froide, Gris Clair o Santal Blanc a profumi ancora inediti come L’Eau d’Armoise.

Un legno di sandalo ora speziato ora ardente chiamato Santal blanc

Ebbene sì, Serge Lutens insiste, perché questa rottura incarnata dalla freschezza è anche un atto artistico, tanto più quando si gioca con le materie prime per offrire loro una veste inedita. È il caso di Santal Blanc, già noto al pubblico dal 2011, rielaborato per offrire un sandalo misterioso e ricco di risorse ancora sconosciute.

Chi conosce e apprezza le fragranze create da Serge Lutens ha infatti già incontrato il legno di sandalo nella sua forma orientale più maestosa, come nel sublime Santal Majuscule o ancora in Chergui o Arabie. Ma in Santal Blanc non ci sono palazzi orientali né splendori ardenti e gourmand tappezzati di spezie: il sandalo si offre allo stato puro e non esita più ad adornarsi di qualche nota cipriata per farsi «poli».

Così Santal Blanc si apre su dolci note di iris che portano rotondità ed eleganza suprema. Nel cuore, tuttavia, la cannella soffierà il suo vento ardente di spezie calde, mentre il pepe rosa porterà al contrario freschezze pungenti e gelide. Infine muschio e sandalo riconcilieranno caldo e freddo, conducendoli in un paradiso di calori torridi e potentissimi, senza perdere nulla della loro eleganza d’iris.