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Patchouli Blanc

Patchouli Blanc, il profumo Réminiscence del nuovo millennio. Impossibile ignorare il magnifico Patchouli di Réminiscence, che cullò i cuori hippie con il suo soffio sensuale e caldo alla fine degli anni 70!

Nel 2015 il marchio Réminiscence presenta «Patchouli Blanc», che fa seguito all’immenso successo di «Patchouli», uscito nel 1970, primo profumo del marchio. La casa Réminiscence è anzitutto l’amore di Nino e della sua musa Zoé per i viaggi e i profumi atipici. «Patchouli» è il simbolo della libertà e della liberazione dei costumi. Nel 2009 Réminiscence presentava «Patchouli l’Eau», una magnifica rivisitazione del celebre «Patchouli». Qui «Patchouli Blanc» si propone come una variazione olfattiva attorno al bianco.

Patchouli Blanc, una variante firmata Fabrice Pellegrin

Figlio di un profumiere, Fabrice Pellegrin è nato a Grasse e ha sempre avuto la passione per gli odori. Inizia la carriera nel 1999 presso l’azienda Mane. Oggi Fabrice Pellegrin lavora da Firmenich. È considerato un profumiere di grande talento, sensibile e delicato. Fabrice Pellegrin preferisce lavorare le materie naturali e ricorre il meno possibile alle molecole di sintesi. Afferma di amare comporre formule brevi, strutturate e chiaramente articolate in livelli. Autentico e profondamente umano, Fabrice Pellegrin firma fragranze di grande bellezza. Gli si devono, tra gli altri, «Womanity» di Thierry Mugler, «La Fille de l’Air» di Courrèges e «Azzaro pour Elle» di Azzaro.

Patchouli Blanc, il patchouli ancora e sempre

Più essenziale del predecessore, «Patchouli Blanc» presenta anche una composizione più moderna, ma il patchouli resta, ancora una volta, il protagonista della fragranza. Il patchouli è una pianta tropicale originaria dell’Indonesia. In origine il patchouli era impiegato a scopi medicinali. Il patchouli si fa notare sui grandi boulevard parigini all’inizio del XIX secolo. È lì infatti che si vendevano scialli di cashmere provenienti dall’India e dall’Indonesia. Per proteggere gli scialli dalle tarme durante il trasporto, li si avvolgeva in foglie di patchouli. Il suo odore potente si fa subito notare e le «cocottes parisiennes» si impadroniscono di questo profumo, allora giudicato il profumo «del male». Bisognerà attendere gli anni 60/70 perché il patchouli conosca il suo momento di gloria. Associato alla libertà dei costumi e al movimento hippie, il patchouli diventa il profumo di un’intera generazione. «Patchouli Blanc» si apre sulla freschezza delle aldeidi, unite all’anice stellato.

Poi il cuore si arricchisce di biancospino e sandalo. Il biancospino è un arbusto le cui spine sono note per ricoprirne i rami. Chiamato anche «Spina bianca», il biancospino sarebbe stato usato per intrecciare la corona di spine di Cristo. A partire dal VII secolo, il biancospino è impiegato dai cinesi per le sue proprietà cardiovascolari. In Grecia era consuetudine che, durante un matrimonio, tutti gli invitati portassero con sé un ramo di biancospino per augurare felicità agli sposi. In profumeria la nota di biancospino è riprodotta in laboratorio. Sprigiona tonalità al tempo stesso floreali, mandorlate e verdi. Infine il fondo di «Patchouli Blanc» lascia una scia estremamente sensuale e coinvolgente grazie alla presenza del patchouli e dei muschi bianchi.

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