
Luna, la sorella minore profumata di Nina Ricci. È nel 2016 che la casa Nina Ricci ha deciso di svelare la sua nuova principessa olfattiva, come uscita direttamente da una fiaba. Sono dunque serviti 10 anni perché l’emblematica Nina avesse una sorella minore. Si chiama Luna e conduce a sua volta in un universo incantato.
Lanciato nel 2016, «Luna» è considerato la sorella minore di Nina. Complementari, «Luna» e «Nina» simboleggiano la fiaba della casa Nina Ricci. Frizzante, «Luna» si vuole anche impetuosa, persino impertinente. Il flacone riprende la forma mitica della mela, quella del frutto proibito a cui è impossibile resistere. Tuttavia la mela di «Nina» ha scambiato il suo colore lampone con un blu luminosissimo, quasi ipnotico. Il ramo è qui di colore dorato, per un aspetto molto più rock.
Luna, un duo di profumieri cavalca la mela della felicità
È a Christophe Raynaud e a Marie Salamagne che il marchio Nina Ricci ha affidato la realizzazione della composizione di «Luna». Diplomato all’ISIPCA, Christophe Raynaud viene assunto da Créations Aromatics (oggi Symrise), prima di entrare in Givaudan. Nel 2012 approda all’azienda Firmenich. Molto talentuoso, Christophe Raynaud possiede un’abilità fuori dal comune. È l’autore di belle fragranze come «La Nuit Trésor» di Lancôme, «Jeu d’Amour» di Kenzo o ancora «1 Million» di Paco Rabanne. Diplomata all’ISIPCA, Marie Salamagne entra in Firmenich. Molto intuitiva, Marie Salamagne è una profumiera sensibile e talentuosa. Quando le si chiede quale sia il suo stile olfattivo, spiega di sperare che rifletta la sua ricerca dell’inatteso, perché non si vieta nulla; ama osare accostamenti inediti, esplorare la materia sotto una luce nuova, dare un volto sorprendente a una figura nota, scoprire nuovi sentieri, lavorare materie prime che conosce poco. A Marie Salamagne si devono grandi profumi come «Black Opium Nuit Blanche» di Yves Saint Laurent, «Alaïa Paris» di Azzédine Alaïa o ancora «Eau de Nuit» di Armani.
Luna, il carattere gourmand di Nina Ricci nel cuore della mela
Radiosa, «Luna» mostra il suo lato femminile e solare fin dall’apertura grazie alle note di testa che uniscono il fiore d’arancio e le bacche rosa. Originario dell’Asia Minore, il fiore d’arancio proviene dall’arancio amaro. È nel IX secolo che il fiore d’arancio arriva in Europa attraverso il Mediterraneo. Luigi XIV usava il fiore d’arancio per profumarsi e fece persino costruire un’aranciera a Versailles! Il fiore d’arancio è simbolo di purezza e di verginità. Fin dall’antichità la corona delle spose era realizzata con fiori d’arancio. Sprigiona tonalità potenti, indoliche e molto floreali. Il cuore gourmand di «Luna» unisce un caramello goloso ai fiori di elicriso. L’elicriso è una pianta mediterranea. Il suo nome latino «helichrysum» significa «sole d’oro». Chiamato anche «Elicriso delle dune», l’elicriso è infatti noto per il colore giallo oro dei suoi fiori. In profumeria l’elicriso presenta tonalità mielate, liquorose, ma anche simili a quelle della noce. Infine, il fondo di «Luna» si vuole delicatamente sensuale e unisce il legno di sandalo e la vaniglia, lasciando così una scia luminosissima.
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