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Fleur du Mâle
Jean Paul Gaultier

Recensioni

Fleur du Mâle

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Fleur du Mâle è l’Eau de Toilette maschile che Francis Kurkdjian compone nel 2007 per Jean Paul Gaultier, dodici anni dopo Le Mâle: un fiore d’arancio portato nel cuore di un profumo da uomo, tra la freschezza verde del petitgrain e la dolcezza cipriata della cumarina. Busto laccato di bianco, campagna di Jean-Baptiste Mondino con Andres Velencoso. Ritirato, ritorna nel 2026 con una formula che la casa non ha pubblicato.

Doré (Auparfum) vi vede un oggetto non identificato quasi impossibile da portare ma audace; Dunckley (Candy Perfume Boy) un profumo spinto all’estremo, scomparso troppo giovane.

Cosa dice la critica

Auparfum: Biancaneve dalle inclinazioni sulfuree

Jeanne Doré, nel giugno 2007, descrive un’apertura innocente, fresca e frizzante, in cui l’accordo fougère pulito cede il passo a un esercito di note animali e cipriate, fino a un odore di gesso soffocante. Ne fa un oggetto non identificato quasi impossibile da portare, la cui eccentricità, audacia e sfrontatezza hanno almeno il merito di distinguersi.

The Candy Perfume Boy: scomparso troppo giovane

Thomas Dunckley, nell’ottobre 2011, lo annovera tra gli scomparsi che non si dimenticano: ogni parte di Fleur du Mâle è spinta all’estremo, petitgrain verde e legnoso, fiore d’arancio in sovradosaggio, come polline fresco. Lo giudica molto ben fatto, mentre un lettore, respinto dalla cumarina, non vi trova alcun fiore d’arancio.

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