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Eau Sauvage Extrême

Eau Sauvage Extrême è una variante legnosa di Eau Sauvage, rilanciata da Dior nel 2010 con la firma di François Demachy. Il nome era già stato usato nel 1984 per una versione oggi scomparsa, il che spiega le piramidi contraddittorie che si incontrano. Quella del 2010 mantiene l’apertura di agrumi e piante aromatiche della linea, ma fa risalire il legno di cedro e poggia il tutto sul vetiver. Nessun legame di formula con Sauvage, uscito nel 2015.

Eau Sauvage Extrême esce nel 2010 con la firma di François Demachy. Il nome non è nuovo: una prima Eau Sauvage Extrême era stata lanciata nel 1984 prima di uscire dal catalogo per non aver trovato il suo pubblico. La versione del 2010 ne riprende il nome, ma la formula è rifatta.

Un nome ripreso a ventisei anni di distanza

La confusione tra le due versioni è frequente, e le piramidi che si trovano online mescolano spesso l’una e l’altra. Si tratta tuttavia di due fragranze distinte: quella del 1984 apparteneva alla profumeria del suo tempo, mentre quella del 2010 è stata interamente ricomposta su note legnose contemporanee.

Un agrumato che vira verso il legno

L’apertura conserva la scrittura di agrumi e piante aromatiche tipica della linea, con limone, lavanda e basilico. Il legno di cedro arriva prima che nell’Eau de Toilette originale, sostenuto dalla ginestra e dall’Hedione, la molecola che nel 1966 aveva fatto di Eau Sauvage una svolta. Il vetiver regge il fondo. Lo spostamento è netto: mentre la versione del 1966 mantiene la sua luminosità fino alla fine, questa sprofonda nel legno.

La parola Extrême rimanda qui a una questione di densità più che di concentrazione. Non si tratta della stessa Eau de Toilette servita più forte, ma di una scrittura che sposta il proprio baricentro verso la base della composizione.

Un flacone che non cambia

Il contenitore, invece, non cambia. Sagomato come una fiaschetta di vetro, cinto da una fascia e sormontato da un tappo a forma di ditale, accompagna Eau Sauvage dal 1966 e funge da riferimento visivo per l’intera linea. La versione Extrême ne riprende il disegno in una tinta scura.

Il posto nella linea Eau Sauvage

Eau Sauvage ha dato origine a diverse varianti successive: Fraîcheur Cuir nel 2007, questa Extrême nel 2010, Eau Sauvage Parfum nel 2012, Eau Sauvage Cologne nel 2015. Tutte rielaborano, in misura variabile, la formula di Edmond Roudnitska. Sauvage, lanciato lo stesso anno della Cologne, non appartiene a questo insieme nonostante la somiglianza dei nomi.

Al momento dell’uscita, Eau Sauvage aveva come volto Alain Delon, e la casa ha associato a lungo il profumo a figure del cinema francese. Riprendere il nome chiama dunque in causa anche questa memoria pubblicitaria, il che spiega in parte le critiche rivolte a questi rilanci dalle comunità di appassionati, che vi vedono una diluizione del patrimonio più che un suo prolungamento.

François Demachy era entrato in Dior nel 2006 e ne è rimasto il profumiere-creatore fino al 2021.