
Nel 2020 Dior Homme riprende il nome del maschile del 2005 per una composizione nuova di François Demachy, legnosa là dove l’originale era cipriato: la vecchia eau de toilette diventa Dior Homme Original. La casa descrive una polifonia di legni grezzi e soavi, in cui il legno di cedro dell’Atlante avvolge un vetiver di Haiti speziato, attorno a un cuore di patchouli.
Persolaise giudica la versione del 2020 ben fatta e facile da portare, ma lamenta che cancelli le ambiguità che avevano fatto dell’originale un classico. Vi legge il ritratto di un uomo che si concede soltanto dichiarazioni nette e conservatrici.
Cosa dice la critica
Ben fatto, senza ambiguità, per Persolaise
Persolaise scopre il nuovo Dior Homme nel febbraio 2020 e lo giudica tutt’altro che mal riuscito: sempre ben costruito, facile da portare. Lamenta invece che le ambiguità della composizione di Olivier Polge, che ne avevano fatto un classico immediato, siano del tutto appianate.
L’uomo Dior del 2020, scrive, ha tempo soltanto per dichiarazioni nette e conservatrici. A marzo aggiunge che il profumo sembra trovare eco in un’idea della mascolinità contemporanea più ristretta di quella che, nel 2005, accoglieva l’iris di Dior Homme.
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