
Cristalle, il simbolo di una giovinezza promettente. I profumi Chanel sono tutti segnati da una storia particolare. Poiché Coco Chanel, in vita, mise tutto il suo talento nella creazione di piccoli gioielli olfattivi, il gruppo attuale tiene a perpetuare la tradizione e lo stile di Gabrielle.
Victoria Frolova, di Bois de Jasmin, vede nell’Eau de Toilette un chypre verde austero e misterioso, mentre l’Eau de Parfum del 1993 è più morbida e più ricca; Elena Vosnaki, di Perfume Shrine, considera Cristalle il profumo più fresco che Chanel abbia mai proposto.
Cosa dice la critica
Victoria Frolova, Bois de Jasmin, luglio 2005
Victoria Frolova paragona l’Eau de Toilette al bagliore della luce sulla faccetta di un diamante ben tagliato. Note verdi, dal basilico amaro al petitgrain, fanno da scrigno al limone e al bergamotto, prolungati dal galbano.
Il giacinto e il gelsomino del cuore, intrecciati a note verdi e terrose, diventano quasi filigranati. Giudica l’Eau de Toilette austera e misteriosa, come si addice a un chypre, e l’Eau de Parfum del 1993 più morbida e più ricca; a chi non ama la frutta dolce mescolata ai fiori consiglia la prima.
Elena Vosnaki, Perfume Shrine, novembre 2018
Elena Vosnaki descrive un’Eau de Toilette di agrumi verdi, quasi una cologne, appena chypre, più vivace e più unisex dell’Eau de Parfum, che il gelsomino e l’ylang-ylang rendono più femminile e più romantica.
Trova Cristalle di una freschezza pungente, cerebrale, in sintonia con il suo flacone architettonico più di qualunque altro profumo della casa, e lo considera il più fresco che Chanel abbia mai proposto.
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