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Amethyst Éclat Eau de Parfum
Lalique

Flacone

Amethyst Éclat Eau de Parfum

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Amethyst Éclat (2014) è la rilettura luminosa di Amethyst firmata da Nathalie Lorson, che aveva già creato il predecessore. Il lampone, il ribes nero e la pera aprono su un’ampia peonia che la magnolia illumina e la rosa addolcisce; la mora, il muschio e la violetta chiudono. Un floreale fruttato volutamente discreto, più luminoso che potente.

La silhouette di Amethyst in un malva iridescente più chiaro, su un disegno tratto da Épines, collezione di René Lalique del 1920.

Il flacone di Amethyst Éclat non reinventa nulla, ed è voluto: mantiene la linea del predecessore e si limita a schiarirne la tinta. Il viola profondo del 2007 diventa un malva iridescente, più pallido, che gioca sulle sfumature come una pietra tenuta controluce.

L’origine del disegno risale a molto prima del profumo. Tutta la linea Amethyst si basa su Épines, una collezione di accessori che René Lalique aveva disegnato nel 1920: il nome, il colore e il motivo vengono da lì, e la fragranza è arrivata solo dopo. È l’ordine abituale della casa, dove l’oggetto precede quasi sempre la fragranza.

Il vetro porta in rilievo il vocabolario del profumo stesso. Peonie e bacche corrono sul corpo del flacone, tanto che l’oggetto enuncia la formula prima che la si senta. Il procedimento potrebbe appesantire; funziona perché il motivo resta poco profondo e il colore lo assorbe.

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