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White Patchouli

La fragranza White Patchouli, la sensualità floreale di Tom Ford. Tom Ford ama proporre profumi singolari e complessi creati a partire da materie prime rare. C’è stato il magnifico Black Orchid, e dal 2008 c’è White Patchouli, due fragranze in cui gli opposti si attraggono e si incontrano per non lasciarsi più.

«White Patchouli» nasce nel 2008 e mette in primo piano il patchouli. Basato sul patchouli «orpur», «White Patchouli» è illuminato dai fiori bianchi. Qui il patchouli rivela tutte le sue sfaccettature e si mostra di volta in volta abbagliante, legnoso, aromatico, fresco o ancora luminoso. Secondo Tom Ford, lo spirito bohémien del patchouli gli conferisce un potere misterioso, ma lo rende anche cupo e pesante… «White Patchouli» è una fragranza enigmatica che svela i suoi segreti poco a poco. Con «White Patchouli», Tom Ford firma qui un profumo dei più inattesi!

Un duo di profumieri per lavorare White Patchouli

Per realizzare questa fragranza fuori dal comune, Tom Ford ha scelto un duo di profumieri, ovvero Pierre Négrin e Rodrigo Flores-Roux. Nato a Grasse, Pierre Négrin vive negli Stati Uniti. Ha iniziato la carriera presso Givaudan New York e lavora attualmente da Firmenich. Ama lavorare le materie naturali e le materie nobili. Nel 1990 Pierre Négrin riceve il Prix International de Créations de Parfums dalla Société Française des Parfumeurs. A Pierre Négrin si devono belle fragranze come «Encounter» di Calvin Klein o ancora «Polo Black» di Ralph Laurens. Rodrigo Flores-Roux è nato in Messico. Nel 1989 riesce comunque a entrare nella prestigiosa scuola di profumeria ISIPCA. Inizierà la carriera presso IFF (International Flavors & Fragrances), prima di entrare nella società Givaudan. A Rodrigo Flores-Roux si devono bei profumi come «Reveal Men» di Calvin Klein o ancora «Néroli Portofino» di Tom Ford.

Il patchouli regna sovrano nel cuore della fragranza White Patchouli

Originario dell’Indonesia, il patchouli si fece conoscere in Inghilterra in epoca vittoriana. Le sue foglie venivano allora usate nei pot-pourri per proteggere gli abiti. È nel 1850 che il patchouli si fa notare in Francia. All’epoca il patchouli veniva inserito nei colli di scialli provenienti dall’Indonesia, che proteggeva dalle tarme. Questo odore potente fu preso d’assalto da quelle che venivano chiamate le «cocottes parisiennes». Poiché le amanti degli uomini ricchi se ne servivano per attirarli nel loro letto, il patchouli fu definito «anticamera dell’inferno». Bisognerà attendere gli anni Sessanta e Settanta perché il patchouli conosca il suo periodo di gloria. Legato al movimento hippie e al «flower power», il patchouli fu così associato alla liberazione sessuale. Oggi il patchouli è considerato una materia prima rara e nobile. Ricco e potente, il patchouli può vantare la presenza in numerose composizioni olfattive, dove sprigiona tonalità legnose, terrose, canforate e intense. «White Patchouli» si apre con note di bergamotto unite alla bellezza della peonia e di alcuni fiori bianchi, poi esaltate dal coriandolo. Il cuore di «White Patchouli» si fa poi molto floreale grazie alla presenza della rosa, ma la sua femminilità è scossa dalla sensualità dell’ambretta. Il fondo è tanto potente quanto avvolgente grazie alla presenza del patchouli, dell’incenso e di note legnose.

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