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Starlicious Mist Pistachio Praline Eau de Toilette

La calda del trio Starlicious: pistacchio tostato, caramello cremoso, patchouli come perno. Il nome promette un pralinato che la piramide non nomina, e il legnoso rivendicato dal marchio figura effettivamente nella formula senza che tutti lo percepiscano. Gourmand e breve – da trenta a quarantacinque minuti, si legge spesso nelle recensioni.

L’apertura è un pistacchio tostato, non un pistacchio crudo. La differenza si sente: il primo sa di burro e di guscio riscaldato, il secondo di verde e di linfa. È la versione tostata quella annunciata dalla casa, ed è proprio quella che arriva, schietta e un po’ salata, come frutta secca appena sfornata. È anche molto dimostrativa – nessun preambolo, nessuna apertura agrumata ad aprire la strada: il soggetto del profumo è posto fin dal primo secondo e non si sposterà più di molto.

Il caramello sale rapidamente dietro, e sale grasso più che bruciato. Nulla dello zucchero spinto fino al nero che dà amarezza e liquirizia; si è dalle parti del caramello morbido, del burro salato, della confetteria tiepida. L’alcol cinnamico, dichiarato sull’etichetta, spinge in questa direzione: apporta una dolcezza balsamica, leggermente di cannella, che arrotonda lo zucchero invece di tenderlo. L’insieme resta cremoso laddove molti gourmand moderni diventano appiccicosi.

Il fondo è il punto in cui questa fragranza si separa dalle sue vicine. Un legno di cedro e il patchouli si insediano sotto la confetteria, due materie prime secche che dovrebbero contraddire lo zucchero. È l’intenzione dichiarata. All’uso, l’effetto dipende molto dalla pelle e dalla quantità: vaporizzato con parsimonia, il legnoso resta sotto la soglia e rimane soltanto un dessert; vaporizzato con generosità, risale e restituisce alla fragranza il rilievo promesso.

Un dettaglio separa questa eau dalla sua vicina solare, e sta in un’assenza: la sua etichetta non riporta né mica né biossido di titanio. Nessuna particella scintillante qui, laddove Pineapple Musk ne fa un argomento. Per il resto, la dichiarazione è breve, ventitré voci, e questa brevità corrisponde a ciò che il prodotto è: un’eau leggera, fatta di poche materie prime, pensata per essere stratificata piuttosto che per sostenere da sola una scia.

La traiettoria dura un’ora, non molto di più, e la fragranza non lo nasconde. Il pistacchio e il caramello occupano tutto lo spazio all’apertura, sfumano insieme e lasciano una traccia tiepida e legnosa che aderisce meglio ai tessuti che alla pelle. È breve, è buona, e occorre riapplicarla: un ritmo adatto a chi ama cambiare profumo nel corso della giornata, e che esaspererà chi si aspetta da un’eau de toilette che duri fino a sera.