
N°5 è l’Eau de Parfum che Jacques Polge compone nel 1986 per Chanel a partire dal profumo del 1921 di Ernest Beaux, il primo di Gabrielle Chanel. Bouquet floreale aldeidico attorno alla rosa e al gelsomino, agrumi in testa, vaniglia vellutata sul fondo, secondo la casa; Victoria Frolova vi riconosce la versione più decisa del N°5. Flacone quadrato con tappo a cabochon sfaccettato, da 35 a 200 ml.
Chanel non organizza N°5 in una piramide. La casa descrive un bouquet floreale composto attorno alla rosa e al gelsomino, ravvivato in testa da note agrumate; le aldeidi gli conferiscono, secondo la casa, una presenza unica, e il tocco vellutato di vaniglia una scia sensuale. L’Eau de Parfum riprende questa firma del Parfum.
Aldeidi e agrumi in testa
Frolova descrive nel Parfum l’ylang-ylang che si apre prima delle aldeidi, la cui effervescenza illumina tutto, insieme alla luminosità del neroli e del bergamotto; per l’Eau de Parfum trova le aldeidi meno presenti che nell’Eau de Toilette, ma l’apertura più tagliente.
Rosa, gelsomino e pesca nel cuore
Il cuore si regge, per Chanel, sulla rosa e sul gelsomino. Frolova aggiunge, per l’Eau de Parfum, una pesca cremosa che intreccia la rosa, il mughetto e il gelsomino, più presente che nell’estratto; ricorda la qualità delle assolute di rosa e di gelsomino di Grasse che fondano, secondo lei, l’unicità del profumo.
Vaniglia, sandalo, cuoio sul fondo
La vaniglia vellutata chiude la lettura della casa. Frolova sente nell’Eau de Parfum un sandalo amplificato che sostituisce l’oscurità muschiata dell’originale, una sfumatura di cuoio e d’incenso; nel Parfum, vetiver e sandalo, vaniglia e cumarina, muschi ricchi. La scheda mantiene sul fondo l’iris e il vetiver del Parfum.
Ciò che resta fuori dall’accordo dichiarato
I muschi e lo zibetto, citati da Frolova, non compaiono nella descrizione della casa, che nomina solo sei materie prime; l’ylang-ylang, il vetiver e l’iris della scheda provengono dalla sua descrizione del Parfum. Frolova ricorda che muschio e zibetto naturali sono scomparsi dalle formule e che il N°5 di oggi conserva, per lei, il suo carattere.
Ciò che dichiara l’etichetta
Chanel pubblica un elenco in piena trasparenza, PS000027B: dopo l’alcol, l’acqua e la parola Parfum, il linalolo, l’olio di bergamotto, l’ylang-ylang, la cumarina, l’acetato di linalile, l’idrossicitronellale, l’alfa-isometil ionone, l’olio o estratto di gelsomino, il limonene, il geraniolo, il citronellolo, un filtro solare, la vanillina, l’olio o estratto di rosa.
Seguono il benzoato di benzile, l’alcol cinnamico, il pinene, l’acetato di geranile, il beta-cariofillene, l’olio di fiore d’arancio, l’eugenolo, il santalolo, il salicilato di benzile, l’olio di chiodi di garofano, il citrale, il farnesolo, l’olio di geranio, il terpineolo, l’isoeugenolo e l’alcol benzilico.
L’elenco si chiude con l’olio di arancia amara, il cinnamato di benzile, l’acetato di eugenile, il terpinolene, l’olio di patchouli, l’olio di sandalo bianco, l’anetolo, il salicilato di metile, il balsamo del Perù, la benzaldeide, l’alfa-terpinene e quattro coloranti, due gialli e due rossi.
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