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Serge Lutens

La Vierge de Fer

La Vierge de Fer: tra ombre funeste e luci pure... Esistono le profumerie classiche ed esiste la profumeria Lutens. Una creazione artistica dell’istante, una fuga selvaggia e poetica in cui la profumeria del marketing si dimentica a vantaggio di note originali e di nomi di battesimo altrettanto originali.

Anno di lancio
2013
Genere
Unisex
Famiglia olfattiva
Floreale
Concentrazione
Eau de Parfum
EAN
3700358123488 (50 ml) · 3700358123686 (100 ml)
La Vierge de Fer

Dove acquistarlo

Dare a un profumo il nome di uno strumento di tortura, Vierge de Fer, non può che essere opera di Serge Lutens. Tanto più che questa tortura non ha nulla del supplizio: è piuttosto una dolce sinfonia in cui il giglio tiene la nota principale, e magistrale...

La Vierge de Fer, un nome davvero curioso per un profumo?

La «salsa del marketing» di cui si accontenta il mondo della profumeria classica è del tutto assente dall’universo olfattivo, creativo e immaginativo di Serge Lutens. Al di là dei concetti o dei discorsi moralistici, Serge Lutens si serve dei suoi profumi per esprimersi, come un pittore o un romanziere crea un’opera, senza il preciso desiderio di venderla ma solo per il piacere di condividerla. Anche quando l’opera sconcerta o il titolo lascia perplessi. Perché sì, la Vergine di ferro era uno strumento di tortura, un nome che a priori sembrerebbe impossibile da attribuire a un profumo, che dovrebbe esalare benessere e bellezza e non terrore.

In questo caso, La Vierge de Fer è davvero una provocazione del suo autore. Stuzzica le paure e i terrori più profondi per farli uscire dalla pelle attraverso un profumo. Poiché ogni essere umano è ombra e luce, tutti i profumi di Lutens sono dei chiaroscuri. La Vierge de Fer fa eco a questi contrari terribilmente umani e propone un giglio ora puro e virginale, come la Vergine che spesso lo ha portato, ora cupo e sensuale come il «sublime supplizio» delle ferite d’amore.

L’ode al giglio in chiaroscuro di La Vierge de Fer di Lutens

La Vierge de Fer è tutto fuorché un’acqua bianca e indaffarata, triste o austera, come potrebbe far pensare il suo flacone, trasparente e pallido.

Ci si sbaglia: il grande Lutens ha teso ancora una volta la sua trappola! Basta immergersi nelle prime note fruttate e verdi di questa Vierge de Fer per capire che il profumo non avrà assolutamente nulla della tortura, se non il supplizio di resistergli… L’apertura è dunque sfavillante e vegetale, come un crescendo amplificato da aldeidi metalliche che fanno tremare.

Ecco infine il prezioso ospite, il giglio, che arriva nel cuore della composizione e rassicura con i profumi ultra-femminili del grazioso fiore bianco, che si diffonde con voluttà accanto ai narcisi. Ancor più, il giglio si concederà a sensualità profonde cui non era affatto abituato, mescolandosi a un incenso ardente e ad alcune spezie orientali.

Lutens vede i futuri estimatori di La Vierge de Fer come persone che desiderano uscire dalla propria paura, e indica come tema di questo profumo la paura, da superare, di essere se stessi. 1 Così questa odissea in crescendo del giglio si diverte a far tremare prima di rassicurare, proprio come Lutens spaventa con un nome strano per offrire meglio questo magnifico profumo floreale, dolce come la primavera e come una giovane fanciulla.

Piramide olfattiva

  1. Note di testaI primi minuti
  2. Note di cuoreIl cuore del profumo
  3. Note di fondoCiò che resta

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