
Gucci Bloom si reinventa con Acqua Di Fiori Forte di un British Fashion Award come miglior designer dell’anno 2015, Alessandro Michele è già soprannominato l’uomo che è riuscito a trasformare Gucci.
Dalla prima bottega di pelletteria di Guccio Gucci a Firenze nel 1921 alle collezioni internazionali di alta moda portate al successo da Tom Ford, Frida Giannini e ora Alessandro Michele, il passo è breve e, in fondo, anche gli anni sono pochi. La griffe Gucci incarna il lusso e l’eleganza delle creazioni italiane ma anche una certa modernità, sebbene l’era del porno chic abbia definitivamente abbandonato l’ispirazione Gucci per orientarsi verso creazioni più sobrie e anche più eleganti.
Quando il giardino immaginario di Gucci si fa ora rétro ora moderno con Gucci Bloom Acqua di Fiori
La profumeria Gucci, dapprima molto sensuale con Envy nel 1997, ha intrapreso il cammino verso una maggiore semplicità, proprio come le creazioni di moda, proponendo nel 2017 Gucci Bloom e nel 2018 Gucci Bloom Acqua di Fiori, più in sintonia con l’immagine attuale di Gucci.
Del resto l’ispirazione di questi bei profumi, che gioca con le ispirazioni olfattive del passato per proiettare meglio in un giardino immaginario moderno, è semplicemente quella della strada. Infatti, per Gucci Bloom come per Gucci Acqua di Fiori, si vedono muoversi tre giovani ambasciatrici complici in una passeggiata del tutto immaginaria in cui il marciapiede diventa sala da tè e il bagno tra amiche un tuffo in un oceano di fiori.
Chiaramente, per Gucci Bloom Acqua di Fiori come per i suoi due predecessori, Gucci Bloom e Gucci Nettare di Fiori, l’idea era offrire una visione contemporanea della giovane donna e delle sue amicizie inserendosi al tempo stesso in un registro bucolico, in uno spirito «boudoir» e dunque un po’ rétro, in completa controtendenza rispetto alle immagini abituali della profumeria di oggi.
A proposito di Gucci Bloom, Alessandro Michele racconta che, quando ha dato le indicazioni ad Alberto Morillas [il naso che firma questa composizione, N.d.R.], aveva in mente proprio diverse immagini: ragazze che ridono della loro cotta del momento in un giardino newyorkese, una old lady molto chic e molto bella, e il risveglio di un ricordo sepolto grazie a un’emozione olfattiva.
Gucci Bloom Acqua di Fiori, o il miracolo profumato del gelsomino appena sbocciato
Per comporre Gucci Bloom come per comporre Gucci Bloom Acqua di Fiori, è il grande profumiere Alberto Morillas ad aver lavorato senza sosta. Alla fine, colui che viene soprannominato il maestro della freschezza ha saputo imprimere a Gucci Bloom e al suo successore un vento di fiori freschi e poetici così prezioso da far credere che sia la primavera a nascere nel flacone.
Gucci Bloom Acqua di Fiori si distingue così con un’apertura di slanci di galbano verde, pungente e nervoso, accompagnati da gemme di ribes nero dolci ma potenti. Nel cuore, l’estratto di boccioli di gelsomino, che mette in risalto una tecnica rivoluzionaria di estrazione del fiore, sembra sbocciare sotto le narici, mentre la bella e opulenta tuberosa indiana ammalia con i suoi poteri. Il muschio e il legno di sandalo offrono a Gucci Bloom Aqua di Fiori profondità legnose morbide e voluttuose.
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