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Pane

Il pane: il profumo di una merenda in una fragranza. Il pane è, dalla notte dei tempi, l’alimento di base che nutre le popolazioni e placa gli stomaci attanagliati dalla fame. In un ritorno alle tradizioni culinarie artigianali, il pane è oggi tornato a essere oggetto di golosità e di desiderio.

Ognuno conserva il ricordo di un buon profumo di pane caldo passando davanti a una panetteria: è proprio questo ricordo, e questa emozione, che la nota di pane in profumeria ha cercato di riprodurre nel grazioso flacone di Serge Lutens e nell’aneddotico anglosassone «Eau de toast», creato da… dei panettieri!

Il pane attraverso la storia…

Il pane sarebbe stato inventato nel Paleolitico, ovvero 30 000 anni a.C.! Alcuni ricercatori hanno ritrovato tracce di pane azzimo, ottenuto da chicchi amidacei posti sotto mortai e altre pietre simili a pestelli e poi cotti.

L’evoluzione della panificazione seguirà quella della fabbricazione degli utensili. La notevole invenzione della macina per cereali nell’Antichità avrà un effetto benefico sulla produzione e sul consumo del pane. Tra Grecia, Mesopotamia ed Egitto i modi di lavorare e cuocere il pane differiscono, ma restano comunque la prova che il pane è indispensabile a tutti.

Nel Medioevo, a causa della cattiva manutenzione dei mulini, il pane scarseggia ed è oggetto di un’imposta riscossa dai signori. Tra penuria di farina e pericolosità della macinatura della crusca, il pane è il nervo della guerra che porterà peraltro alla Rivoluzione francese (si ricordano la guerra delle farine e la famiglia reale soprannominata il «Boulanger», la «Boulangère» e il «Petit Mitron»).

In seguito le tecniche di fermentazione evolvono e i mezzi di cottura si modernizzano; il pane resta tuttavia oggetto di pressione o di razionamento per il popolo, in particolare durante la seconda guerra mondiale.

E perché non una nota di pane in un profumo?

Oggi il pane è tornato a essere oggetto di desiderio e di voglie, come di golosità, nonostante anni di inutili privazioni in cui lo si giudicò troppo grasso. È proprio in quest’epoca, nel 2013, che la Federazione inglese dei panettieri ha ideato il suo profumo «Eau de Toast». Questo profumo dalla nota di pane tostato voleva essere gradevole, certo, ma soprattutto un grande colpo mediatico a favore del pane, distribuito gratuitamente in piena fashion week londinese.

Oltre a questa fragranza aneddotica e alla nota di sintesi di etilmaltolo di Angel, che ad alcuni nasi ricorda il pane tostato, il grazioso profumo «Jeux de peaux» di Serge Lutens è attualmente l’unico a sprigionare la nota di pane. «Jeux de peaux» attrae grazie ai suoi effluvi gourmand di colazione, di caffè, di pane caldo e di latte. Le note di cuore di osmanto e pane si fondono in un cocktail di note di fondo zuccherine (caramello, liquirizia e vaniglia), potenti grazie al labdano e al sandalo, ma anche lattiginose di latte caldo e gourmand di nocciola e caffè.

È quindi assai probabile che la nota di pane, dalla forte presenza olfattiva e sensoriale, possa comparire in fragranze gourmand e creative, sull’esempio di alcune note poco comuni, come il latte caldo, che ormai abitano più regolarmente i profumi.

Carta d’identità

  • Tipo : Reproduction

Profumi con nota di pane