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Mora

La mora: frutti neri per dare una nota legnosa ai profumi floreali e gourmand! La mora selvatica risalirebbe con ogni probabilità a più di 2000 anni fa! Eppure, sebbene i cacciatori-raccoglitori andassero matti per queste piccole bacche selvatiche e zuccherine dei boschi, fu a lungo impiegata molto più in cucina e nei rimedi medicinali che in profumeria. Le molteplici sfaccettature della mora uscirono tuttavia dai loro nascondigli olfattivi per esplodere alla luce del sole grazie al bellissimo profumo, ancora oggi un classico del genere, «Mûre et Musc» di L’Artisan Parfumeur. Oggi le note di mora restano poco utilizzate rispetto ad altre note di frutti rossi, eppure, associate a chypre o a floreali fruttati, fanno letteralmente esplodere le fragranze!

La mora selvatica, uno dei primi frutti dell’uomo!

La mora selvatica, cugina del lampone, cresce spontaneamente nei rovi durante le belle giornate estive. Così, i primi resti rinvenuti delle abitazioni di 2000 anni fa dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori rivelano tracce di mora.

I Greci consumavano la mora per curare il mal di gola e, al tempo stesso, la consacrarono nella loro mitologia come nata dal sangue dei Titani, stirpe celebre della guerra degli dèi. Nel corso dei secoli la mora selvatica fu portata a poco a poco in Occidente per essere gustata così com’era o per servire da rimedio contro i disturbi di stomaco o il veleno di serpente.

La comparsa della mora in profumeria avvenne relativamente tardi per la semplice ed eccellente ragione che non se ne può estrarre olio essenziale né assoluta. La chimica moderna permise di mettere a punto molecole di sintesi, grazie a diversi muschi, capaci di riprodurre a meraviglia il profumo al tempo stesso zuccherino e deliziosamente legnoso della mora selvatica.

I profumi floreali e fruttati alla ricerca di una nota di mora selvatica

Come già detto, uno dei grandi classici dei profumi con note di mora è considerato da molti «Mûre et Musc» di L’Artisan Parfumeur, creato nel 1978. Per alcuni specialisti sarebbe peraltro uno dei primi profumi fruttati. Resta comunque soprattutto uno dei maggiori successi della casa L’Artisan Parfumeur! Questo delicato profumo agrumato-chypre è anche un riferimento imprescindibile dei profumi muschiati (di sintesi). Le note di muschi bianchi, avvolte dalle note di mora e introdotte da note di testa di agrumi, risultano infatti assolutamente frizzanti e deliziosamente avvolgenti, di un calore così morbido da ricordare il cotone!

Dopo questo grande successo di accostamenti floreali e note selvatiche di mora, numerosi profumi floreali se ne ispirarono per creare scie al tempo stesso bucoliche, ma più decise e più persistenti. Inoltre la tendenza dei floreali fruttati, divenuti quasi una famiglia olfattiva a sé stante, spinse alla creazione di splendidi flaconi a base di note di mora, come il gioioso «J'Adore» di Dior, «Balenciaga Paris L’Eau Rose» di Balenciaga, «Amethyst Éclat» di Lalique o ancora «Daisy Dream» di Marc Jacobs.

Ora nota di testa per la sua freschezza e il suo carattere fruttato, ora nota di cuore per i suoi aspetti profondi e legnosi, la mora selvatica ispira i creatori di profumi femminili! I floreali, come si è visto, ma anche i chypre o perfino alcuni legnosi femminili si impregnano del grazioso frutto nero. Le note profonde e decise della mora non smettono di svilupparsi e diffondersi; del resto è spesso utilizzata anche negli accostamenti di frutti rossi. Per quanto riguarda la profumeria maschile, invece, ancora nessuna traccia di mora. Chissà che, con il nuovo desiderio di freschezza del pubblico maschile, questo profumo profondo e fruttato non compaia presto nei loro flaconi?

Carta d’identità

  • Nome latino : Morus
  • Tipo : Reproduction

Profumi con nota di mora

Fruttata

Xerjoff

Primi Venti

Ribes nero · Mirtillo · Mora

Orientale

Penhaligon's

Empressa

Arancia rossa · Pesca · Bergamotto

Floreale

Yves Saint Laurent

Parisienne L'Eau

Nota verde · Foglia di violetta · Rosa