Vai al contenuto

Buchu

Quando il Sudafrica offre i suoi profumi alle nostre note mentolate e fruttate. Il buchu è un piccolo arbusto selvatico che cresce da secoli nelle pianure del Capo, la celebre capitale del Sudafrica. Se l’olio essenziale è usato da tempo dalle popolazioni africane per le sue virtù medicinali e olfattive, la profumeria scopre ora questa fragranza originale, al tempo stesso mentolata e dalle delicate somiglianze con la nota della gemma di ribes nero. Ancora una volta, i profumi maschili si concedono tocchi di novità esaltando al contempo i grandi classici legnosi e freschi delle loro fragranze preferite.

Le origini del buchu

Il buchu (o bucco) è un piccolo arbusto della famiglia delle eriche che cresce in particolare nelle pianure rocciose dei massicci del Capo, in Sudafrica. Della stessa famiglia botanica del limone, dell’arancio e dell’arancio amaro, il buchu ha la particolarità di essersi adattato in modo notevole alle rigide condizioni climatiche, soprattutto grazie alle radici che si aggrappano letteralmente alla roccia, come per non cadere nel vuoto.
I profumi emanati dal buchu sono straordinari. Tra gemme di ribes nero e freschezze mentolate, le piccole sacche aggrappate sotto le foglie del buchu ne fanno una materia prima ideale da trasformare in olio essenziale, sia per le proprietà medicinali sia per quelle olfattive.
Le donne della tribù africana degli Ottentotti furono del resto le prime, 400 anni fa, a usare il buchu per cospargersi il corpo di questo profumo così dolce e fresco.

Il buchu, una materia prima originale nella profumeria maschile

I profumi maschili degli ultimi anni giocano sulla freschezza verde e mentolata per creare aperture slanciate che offrono agli uomini fragranze dalle note originali pur restando relativamente classiche. Gli uomini sono infatti estremamente fedeli… al loro profumo e alle loro abitudini di consumo. La grande sfida per i profumieri di oggi è dunque proporre novità maschili che giochino sulle grandi famiglie olfattive classiche incorporandovi nuove materie prime capaci di creare accordi più originali.
Il buchu, il cui olio essenziale si estrae dai punti brillanti appena nascosti dalle foglie, produce profumi al tempo stesso erbacei e mentolati, ma anche sulfurei. È quindi relativamente facile incorporare note di buchu in famiglie olfattive legnose o agrumate, oggi molto in voga.
Il celebre «Ck Free» di Calvin Klein propone nel 2009 un’audace miscela di note di testa speziate unite a celebri note di cuore di caffè, tabacco e note animali. Il buchu e il frutto dell’albero del pane apportano la nota delicatamente fruttata a un fondo invece molto legnoso. Questo profumo intende offrire agli uomini uno stile disinvolto ed elegante, proponendo una miscela aromatica, legnosa e fruttata che libera i sensi e la mente.

Il buchu, per le sue proprietà fresche e mentolate, sembra fatto per diventare uno dei futuri componenti dei profumi maschili tonici e freschi che oggi decretano il successo dei grandi marchi. Tuttavia, la sorprendente somiglianza del buchu con la nota di gemma di ribes nero può aprire a questa materia prima africana le porte della profumeria femminile, particolarmente fruttata e avida di dolcezza. Sebbene lo slancio sia ancora timido, il profumo unisex agrumato aromatico di Tom Ford «Azure Lime» propone una nuova sfaccettatura del buchu, declinata questa volta in una forma più glamour e lussuosa.

Carta d’identità

  • Nome latino : Agathosma betulina

Profumi con nota di buchu