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Storie Veneziane

Storie Veneziane è la linea di profumi del gruppo svizzero Valmont, lanciata nel 2018. Sophie e Didier Guillon, che guidano la casa, l’hanno concepita come un omaggio a Venezia: cinque estratti che prendono il nome dai pigmenti dei vetrai di Murano, ciascuno legato a un quartiere della città. Il flacone reca una maschera in vetro soffiato a mano.

I profumi di Storie Veneziane

Una linea nata da un gruppo di cosmetica

Valmont è una casa svizzera di cosmetica per la cura della pelle, di proprietà della famiglia Guillon. Storie Veneziane ne diventa il quarto pilastro nel 2018, oltre che la sua prima incursione nella profumeria. Sophie Vann Guillon, che dirige il gruppo, ha curato le composizioni; Didier Guillon, presidente e direttore artistico, ha disegnato i flaconi.

La coppia lega la collezione al proprio attaccamento per Venezia, dove la fondazione del gruppo ha sede a Palazzo Bonvicini. La città fa da filo conduttore tanto per i nomi quanto per le materie prime: Venezia fu un crocevia delle vie delle spezie e della seta.

Il vetro di Murano nel flacone

Ogni flacone reca una maschera in vetro di Murano soffiato a mano, disegnata da Didier Guillon e realizzata dal maestro vetraio Leonardo Cimolin. Il tappo è rivestito di cuoio italiano cucito a mano, e nessun esemplare è identico a un altro.

I cinque nomi originari riprendono pigmenti da vetraio, Verde Erba, Rosso, Blu Cobalto, Gaggia Medio e Alessandrite, ciascuno riferito a un quartiere veneziano. La collezione è venduta in Extrait de Parfum, in un formato da cento millilitri.

Che cosa è diventata la linea

Una Collezione Privata si aggiunge alla casa nel 2020: Eau de Parfum racchiuse nello stesso flacone, nelle quali Sophie Guillon dice di cercare un’armonia piuttosto che un tema veneziano. È seguita una linea Palazzo Nobile, in Eau de Toilette.

L’insieme resta distribuito nella profumeria di nicchia e nei negozi di cosmetica, a prezzi che collocano la collezione nella fascia alta del mercato. Gli estratti originari e le varianti arrivate in seguito condividono lo stesso contenitore e la stessa fattura artigianale.