Il Rinascimento

Il Rinascimento, l’epoca delle grandi scoperte olfattive
Se la profumeria è un’arte che non ha mai smesso di svilupparsi dalla sua comparsa nell’Antico Egitto, il Rinascimento si presenta come un periodo storico particolarmente significativo per questo settore. È infatti sinonimo di numerose scoperte, sia sul piano delle tecniche sia su quello dei nuovi odori.
Il ruolo dei profumi nel Rinascimento
Il Rinascimento è un’epoca in cui ci si lavava poco. Si sviluppò infatti una certa paura dei bagni e la popolazione riteneva che l’acqua fosse un veicolo di contagio. I profumi servivano quindi soprattutto a mascherare i cattivi odori del corpo. Per questo si trattava di fragranze molto odorose e avvolgenti. Inoltre, i medici dell’epoca consideravano le sostanze odorose, vegetali o animali, ottimi rimedi. Ambroise Paré realizzò così vasche da bagno destinate alla guarigione, chiamate «pentole alle erbe». Per mascherare gli odori, i profumi contenevano ingredienti come l’ambra, il muschio, il gelsomino o la tuberosa. Il profumo era presente ovunque: sul corpo, sui mobili, sugli oggetti quotidiani, sugli abiti, sugli accessori e persino sugli animali. Fu del resto in questo periodo che in Francia comparve la professione di guantaio profumiere, che sostituì a poco a poco gli speziali. Le pelli più fini provenienti dalla Sicilia, dalla Sardegna e dalla Spagna venivano così conciate per fabbricare guanti, prima di essere delicatamente profumate.
Le numerose scoperte al servizio della profumeria
Fu durante il Rinascimento che venne inventata la stampa. Numerosi trattati tecnici raccoglievano così ricette di acque odorose con cui profumarsi. Questi nuovi libri permisero di diffondere la conoscenza della profumeria al maggior numero di persone, a condizione che sapessero leggere. Allo stesso modo, fu in quest’epoca che le materie prime animali entrarono nelle composizioni profumate. Furono molto apprezzate per il loro potere ammaliante e afrodisiaco. Sempre alla ricerca di odori inediti, gli scienziati si lanciarono in ricerche imponenti, sostituendo a poco a poco l’alchimia con la chimica e perfezionando la distillazione per ottenere essenze di qualità migliore. Il Rinascimento è inoltre l’epoca delle grandi scoperte geografiche. È il tempo di Cristoforo Colombo e di Vasco da Gama, grandi esploratori che riportarono dai loro viaggi spezie del Nuovo Mondo o delle Indie. L’Occidente scoprì così la vaniglia, il cacao, il tabacco, la cannella, lo zenzero, il pepe e il benzoino. A quell’epoca i grandi profumieri erano soprattutto spagnoli o italiani. Beneficiavano inoltre delle competenze scientifiche dei vicini arabi e diffusero a poco a poco le loro acque aromatiche in Francia. Caterina de’ Medici contribuì in larga misura a questo scambio quando sposò Enrico II, portando con sé il suo profumiere italiano, René le Florentin.
Sebbene il Rinascimento sia considerato un’epoca sinonimo di «regno della sporcizia profumata», è anche il simbolo di numerose scoperte. Il Rinascimento appare così come la madre della profumeria moderna, ed è proprio alla fine di quest’epoca che Grasse divenne la capitale del profumo, più precisamente alla fine del XV secolo.