Il popolo ebraico

Il popolo ebraico e il senso sacro del profumo
Da sempre il profumo è un elemento in rapporto diretto con la fede. Nell’Antichità serviva come offerta alle divinità per assicurarsene la protezione. Il suo stesso nome deriva dal latino «Per fumum», che significa letteralmente «attraverso il fumo». Questa lunga tradizione riguarda anche il popolo ebraico.
Il profumo nella Bibbia
La Bibbia è un libro religioso, ma è anche un’opera che fornisce moltissime informazioni sulla vita quotidiana dei popoli dell’epoca. Ne emerge che l’igiene del corpo era già fondamentale in quella fase della storia. Nella Bibbia Mosè definiva così i diversi usi dei bagni, sia per le donne sia per gli uomini. Allo stesso modo, la Bibbia riferisce che era consuetudine cospargersi di profumo prima di ogni pasto. I vini, inoltre, erano aromatizzati e si bruciavano aromi per arricchire le sale dei banchetti di un odore delicato. I sacerdoti erano anche una sorta di speziali che padroneggiavano alla perfezione l’uso delle piante e degli aromi. Creavano così miscele di ingredienti la cui ricetta era custodita gelosamente e che si collocavano al confine tra medicina, cucina, profumeria e magia. Tra i numerosi ingredienti impiegati, tuttavia, l’incenso occupava il posto d’eccellenza ed era riservato esclusivamente al culto. Il profumo, infine, svolgeva un ruolo anche nei riti funebri. Pur non praticando l’imbalsamazione come gli Egizi, gli Ebrei cospargevano i defunti di acqua profumata e ne ungevano il corpo con oli aromatici.
Le piante usate dagli Ebrei
Diversi versetti della Bibbia mettono in evidenza gli ingredienti odorosi usati dal popolo ebraico. Secondo il testo, il Signore disse a Mosè di procurarsi degli aromi – resina, onice odoroso, galbano, aromi appunto, e incenso puro – come fa il profumiere, senza altri ingredienti che il sale, un prodotto puro e santo. Tra i prodotti profumati più impiegati, la mirra è citata molto spesso nella Bibbia. Anche il cinnamomo, un albero che diffonde il suo odore attraverso la corteccia, sembra essere un ingrediente di primo piano. L’aloe e il nardo erano anch’essi prodotti molto diffusi presso gli Ebrei. Il nardo, tuttavia, era un profumo molto costoso, ricavato da una piccola graminacea odorosa chiamata anche verbena delle Indie. Gli Ebrei sembravano comunque possedere una cultura olfattiva piuttosto elaborata e usavano anche altri ingredienti, come lo storace liquido, una gocciolina presente all’interno dei grani di mirra, la cassia, prodotto ricavato da un albero, o conchiglie odorose raccolte sui fondali marini. Tutti questi ingredienti rimandavano allora a segni forti e religiosi. Secondo la Bibbia, inoltre, alcuni odori sono considerati l’odore dei giusti, altri corrispondono a un sacrificio, altri ancora servono all’idolatria, mentre gli ultimi sono considerati il profumo della conoscenza.
Oggi studi approfonditi di storia delle religioni hanno permesso di stabilire che il profumo era sviluppato presso il popolo ebraico quanto all’epoca dell’Antico Egitto.