Il Medioevo

Il Medioevo, un’epoca contrastata e ricca di fermenti per la profumeria
Se il profumo ha sempre avuto un ruolo importante fin dall’Antico Egitto, all’inizio del Medioevo conobbe in Occidente un netto declino. La caduta di Roma, l’espansione del cristianesimo e le invasioni barbariche costrinsero infatti quest’arte a rifugiarsi nell’impero bizantino. La profumeria fece tuttavia il suo grande ritorno in occasione delle crociate.
Il declino della profumeria all’inizio dell’epoca medievale
In epoca medievale la profumeria conobbe un declino evidente. I Padri della Chiesa fecero addirittura delle fragranze un simbolo della frivolezza del mondo pagano e ne condannarono fermamente l’uso. In realtà, solo le tecniche medicinali e farmaceutiche furono conservate dai monaci, che coltivavano nei loro orti piante aromatiche come salvia, lavanda, rosmarino o timo. Nel complesso, la profumeria scomparve dall’Occidente dal V all’XI secolo.
Il ritorno della profumeria a partire dall’XI secolo
Le crociate condotte dal 1096 al 1291, insieme agli scambi tra Oriente e Occidente, svilupparono notevolmente le vie commerciali. Fu così che nuove fragranze e nuove spezie vennero reintrodotte nelle abitudini occidentali. A poco a poco le scatole odorose comparvero sui banchi dei mercati, mentre si diffondevano i bagni profumati. Gli occidentali scoprirono nuovi ingredienti come il muschio, il legno di sandalo, l’ambra, i chiodi di garofano, la rosa, il gelsomino… Allo stesso modo, un nuovo pendente chiamato pomander, o «pomo odoroso», venne indossato da un numero crescente di nobili. Le popolazioni attribuivano inoltre a questo oggetto virtù curative e afrodisiache. Dall’XI al XV secolo Venezia divenne il grande centro della distribuzione e del commercio. Spagnoli e Arabi vi portarono numerosi prodotti profumati e tra speziali, venditori di aromi e droghieri si instaurò rapidamente una concorrenza. Queste diverse corporazioni furono quindi regolamentate in modo più preciso a partire dal XIII secolo. Parallelamente, verso il 1320, fu scoperta la distillazione con l’alcol, che trasformò radicalmente l’arte della profumeria e aprì la strada ai profumi moderni.
Gli eventi salienti della profumeria nel Medioevo
Tra gli impieghi più significativi della profumeria nel Medioevo, l’anno 1347 occupa un posto imprescindibile. Fu allora che una nave genovese di ritorno dal Mar Nero portò con sé la peste, contagiando tutta l’Europa. Per sconfiggere questa terribile malattia, le popolazioni ricorsero a ogni sorta di aspersioni, fumigazioni o inalazioni a base di piante. Allo stesso modo, alloro e rosmarino venivano bruciati per purificare le case.
L’altro aneddoto significativo della profumeria medievale riguarda la regina Elisabetta d’Ungheria, che nel 1370 ispirò il primo nome di un profumo. Si chiamava acqua d’Ungheria ed era una composizione a base di rosmarino, lavanda e alcol. Preparata da un eremita, era un’essenza ritenuta capace di conservare intatta la bellezza fino alla morte. Secondo la storia, l’incanto funzionò, poiché la regina Elisabetta d’Ungheria sposò il re di Polonia all’età di 70 anni!
I rituali profumati del Medioevo
Infine, quanto all’uso delle essenze profumate nella vita quotidiana, la seconda parte del Medioevo sembra essere stata fortemente segnata dagli odori. All’epoca uomini e donne si immergevano regolarmente in bagni pubblici aromatizzati. Veri luoghi di scambio sociale, vi si servivano perfino dei pasti. Se in origine i sessi erano mescolati nei bagni medievali, furono ben presto separati a causa di numerosi scandali. I nobili disponevano invece di bagni privati. Anche a tavola i profumi erano presenti, ed era d’obbligo offrire agli ospiti coppette di profumo per sciacquarsi le mani: all’epoca, infatti, si mangiava con le dita. Va infine ricordato che i profumi alla violetta, alla lavanda e al fiore d’arancio erano molto apprezzati dalle dame facoltose e servivano ad affermarne l’eleganza. Esse nascondevano così dei fiori sotto le vesti o in sacchetti riposti tra la biancheria.
Se il Medioevo non fu il periodo più prolifico in termini di innovazioni olfattive, riuscì comunque a preservare le grandi tradizioni del passato, resistendo a ogni costo alle invasioni barbariche e alle opposizioni religiose dell’epoca.